USA - Texas. Test del Dna smentisce la prova usata per giustiziare Claude Jones il 7 dicembre 2000.
USA - Texas. Test del Dna smentisce la prova usata per giustiziare Claude Jones il 7 dicembre 2000.
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Test del Dna smentisce la prova usata per giustiziare Claude Jones il 7 dicembre 2000. Jones, 60 anni, bianco, venne condannato a morte per l’omicidio a scopo di rapina di Allen Hilzendager, padrone di un negozio di liquori, commesso il 14 novembre 1989. Tre persone rapinarono il negozio. I testimoni oculari non riuscirono a descrivere adeguatamente chi avesse sparato, chi fosse il rapinatore incaricato di prendere i soldi dalla cassa ma che era disarmato, e chi invece era rimasto alla guida dell’auto. Uno dei complici accusò Jones (in seguito ritrattò), ma secondo la legge del Texas l’accusa che proviene da un coimputato non è sufficiente per un verdetto di colpevolezza, e allora venne utilizzata la testimonianza di un esperto che identificò una ciocca di capelli rinvenuta sulla scena del crimine come “appartenente a Jones” sulla base della tipologia e del gruppo sanguigno. All’epoca i test del Dna non erano diffusi. Lo divennero in seguito, e un giorno prima dell’esecuzione i difensori di Jones chiesero un rinvio per far effettuare test del Dna sui capelli. Sia la Corte Distrettuale, che la Corte d’Appello che l’allora governatore G. W. Bush negarono il rinvio, e Jones venne giustiziato, dichiarandosi innocente fino all’ultimo. Nell’autunno 2007 il quotidiano Texas Observer, l’organizzazione no-profit “Innocence Project” nazionale e la sezione del Texas, e un’altra associazione no-profit, il Texas Innocence Network presentarono una istanza per ottenere i capelli usati come prova per sottoporli a test del Dna. I rappresentanti della pubblica accusa si opposero, ma ne giugno 2010 il giudice Paul Murphy ordinò che i capelli venissero consegnati agli esperti della difesa. La difesa in realtà era convinta che i capelli potessero indicare chi fosse l’assassino, in realtà i test effettuati da una ditta privata, la Mitotyping Technologies e resi noti oggi, hanno rivelato che i capelli appartenevano alla vittima. Non siamo quindi in presenza di una prova certa di innocenza di Jones, ma siamo in presenza della certezza che la prova utilizzata per condannare a morte Jones non era valida. A questo punto il caso diventa molto simile a quello di Cameron Todd Willingham, giustiziato nel 2004 dopo che un esperto aveva testimoniato che l’incendio nel quale morirono i suoi 3 figli era doloso. Anche nel caso di Willingham molti altri esperti in seguito testimoniarono che la prova scientifica utilizzata per la condanna a morte, rivista con le moderne tecnologie, era priva di fondamento scientifico. (Per il caso Willingham vedi 17 febbraio 2004; 2 maggio 2006, 31 agosto 2009, 30 settembre 2009, 11 e 14 ottobre 2009 e 23 luglio 2010).
— FONTI
- (fonti: Texas Observer, 11/11/2010)
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