USA - Texas. Si conclude con un nulla di fatto l’indagine governativa sulla condanna a morte probabilmente sbagliata di Cameron Todd Willingham, giustiziato nel 2004
USA - Texas. Si conclude con un nulla di fatto l’indagine governativa sulla condanna a morte probabilmente sbagliata di Cameron Todd Willingham, giustiziato nel 2004
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Si conclude con un nulla di fatto l’indagine governativa sulla condanna a morte probabilmente sbagliata di Cameron Todd Willingham, giustiziato nel 2004. Willingham, 36 anni, bianco, venne giustiziato il 17 febbraio 2004 (vedi) con l’accusa di aver dato fuoco alla propria abitazione il 23 dicembre 1991, uccidendo così le proprie 3 figlie, Amber Kuykendall di 2 anni, e le gemelle Kameron e Karmen Willingham di 1 anno. I difensori e importanti associazioni per i diritti umani avevano chiesto al governatore Perry (che oggi è uno dei candidati di punta del Partito Repubblicano per le Presidenziali del prossimo anno) di fermare l’esecuzione e ripetere il processo, perché le perizie utilizzate dalla pubblica accusa per sostenere la volontarietà e premeditazione dell’incendio erano in seguito state smentite da un numero considerevole di esperti, i quali concordavano che tutti gli elementi addotti per sostenere la volontarietà avrebbero invece dovuto portare ad un verdetto di accidentalità. Il governatore non intervenne, e lasciò che l’esecuzione avesse luogo. In seguito i difensori ottennero che il caso venisse esaminato dalla Texas Forensic Science Commission, una commissione “tecnica” che non ha poteri diretti nei casi penali, ma ha l’incarico di valutare la congruità degli standard delle prove scientifiche utilizzate nelle indagini e nei processi. I lavori della Commissione sono stati da subito ostacolati dal Governatore, il quale, sollevando molte polemiche, senza sufficiente motivazione ha sostituito 3 dei suoi 4 membri, compreso il Presidente. Oltre al governatore, nei mesi scorsi era intervenuto anche l’Attoney General del Texas, che aveva limitato il campo di intervento della commissione, sostenendo che non aveva competenza per esaminare il caso specifico, ma poteva solo esprimere raccomandazioni “in generale”. Oggi il nuovo presidente della commissione, John Bradley, ha consegnato il risultato finale, che in effetti non prende esplicitamente posizione sull’eventualità che Willingham sia stato condannato utilizzando prove inaffidabili. Viene però riconosciuto che oggi la scienza forense avrebbe dato risultati diversi, ed ha allegato un impegno da parte del Texas State Fire Marshal (il comando nazionale dei Vigili del Fuoco) di aggiornare i protocolli delle perizie che svolgerà in futuro. (vedi anche 2 maggio 2006, 31 agosto 2009, 30 settembre 2009, 11 e 14 ottobre 2009, e 23 luglio 2010).
— FONTI
- (fonti: Austin American-Statesman, 28/10/2011)
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