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USA - Texas. La pubblica accusa riconosce la disabilità intellettiva di Bobby Moore che quindi non può essere condannato a morte.

USA - Texas. La pubblica accusa riconosce la disabilità intellettiva di Bobby Moore che quindi non può essere condannato a morte.

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La pubblica accusa riconosce la disabilità intellettiva di Bobby Moore e quindi non può essere condannato a morte. Moore, 58 anni, nero, venne condannato a morte il 24 luglio 1980 nella Harris County con l’accusa di aver ucciso il 25 aprile 1980, durante una rapina in un negozio, Jim McCarble, 73 anni. Il 17 giugno 2003 Moore, assistito da nuovi avvocati, contestò che ai sensi dell’Ottavo Emendamento e della sentenza Atkins v. Virginia (Corte Suprema degli Stati Uniti, 20 giugno 2002) la sua esecuzione non poteva essere consentita in quanto portatore di ritardo mentale (definizione che in seguito verrà aggiornata con “deficit intellettivo”). Nel 2014 un giudice di stato esaminò il ricorso, e dopo aver ascoltato diversi esperti concluse che Moore, il cui quoziente intellettivo era stato misurato in 70,6 punti, rientrava negli standard del ritardo mentale, e come tale non poteva essere giustiziato. La sentenza venne impugnata dalla pubblica accusa, e la Texas Court of Criminal Appeals aveva annullato l’annullamento. Il 28 marzo 2017 (vedi) la Corte Sprema degli Stati Uniti, con la sentenza Moore v. Texas, ha dichiarato incostituzionale il metodo per valutare la disabilità intellettuale utilizzato in Texas. Più precisamente, la Corte Sprema ha annullato la decisione della corte d’appello, e ha confermato la validità della sentenza precedente. Per la Corte, il metodo di valutazione della corte d’appello, basato su protocolli vecchi di 25 anni, deve considerarsi scientificamente superato in quanto basato largamente su concetti stereotipati, noti come “fattori Briseño” (dal nome di una sentenza del 1992 in cui per la prima volta venivano elencati 7 criteri di giudizio). La Corte d’appello inoltre aveva fatto riferimento una sentenza del 2004 che citava un famoso personaggio letterario, Lennie Small, nel romanzo “Uomini e topi” di John Steinbeck, come esempio di una persona nei confronti della quale non si dovrebbe procedere con l’esecuzione. A marzo la Corte Suprema aveva deciso che né i fattori Briseño né citare Lennie Small come parametro di chi è o non è un ritardato mentale non è un metodo scientifico. Nel 2014 la stessa Corte Suprema Usa aveva già affrontato il tema del ritardo mentale, e in un caso proveniente dalla Florida (Hall v. Florida) aveva dichiarato incostituzionale la legge di quello stato nella parte in cui era troppo rigida e formale nel fissare a 70 punti il limite del deficit intellettivo. La sentenza di marzo si rifaceva a quella sentenza, ma oltre al deficit cognitivo indicava che deve essere preso in considerazione anche il deficit adattivo. La Corte Suprema aveva rimandato il caso di Moore alla Corte d’Appello del Texas. Oggi la procuratrice della Harris County Kim Ogg, Bianca, Democratica, ha comunicato alla Corte d’Appello di riconoscere la disabilità intellettiva dell’imputato, e di concordare che la sua pena venga determinata in un ergastolo. la Corte d’Appello deve formalizzare la sentenza, e solo in quella data Moore lascerà il braccio della morte.

FONTI
  • (Fonti: Houston Chronicle, 01/11/2017)