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USA - Texas. Il giudice Tom Price prende posizione contro la pena di morte.

USA - Texas. Il giudice Tom Price prende posizione contro la pena di morte.

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Il giudice Tom Price prende posizione contro la pena di morte. Oggi la Texas Court of Criminal Appeals ha respinto 6-3 la richiesta di rinvio dell’esecuzione per Scott Panetti, un uomo che dovrebbe essere giustiziato il 3 dicembre le cui gravi condizioni mentali sembrerebbero acclarate oltre dubbio. Come è noto, una sentenza del 2002 della Corte Suprema degli Stati Uniti vieta di giustiziare le persone con un basso quoziente intellettivo, ma un divieto non esiste per i malati mentali se hanno un quoziente intellettivo normale. Il giudice Price, 61 anni, bianco, Repubblicano, è uno dei 3 giudici che oggi ha votato a favore della sospensione dell’esecuzione. Nel verbalizzare il suo voto, ha detto: “Faccio il giudice in Texas da 40 anni, negli ultimi 18 anni sono stato qui in Corte d’Appello, ed ho avuto modo e tempo per valutare seriamente l’appropriatezza della pena di morte, ed ora ritengo che dovrebbe essere abolita. [...] Concederei la sospensione dell’esecuzione, e riterrei che le sue gravi condizioni mentali dovrebbero porlo al riparo dall'esecuzione ai sensi dell’Ottavo e del Quattordicesimo Emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti”. Panetti, 56 anni, bianco, è stato condannato a morte per aver ucciso, nel 1992, il padre e la madre di sua moglie, Joe e Amanda Alvarado. Nel 1978, all'età di 20 anni, venne dismesso “con onore” (ossia non per motivi disciplinari) dalla Marina Militare con una diagnosi di schizofrenia. Nei 14 anni prima degli omicidi venne ricoverato 13 volte in reparti psichiatrici, e le diagnosi di schizofrenia e schizofrenia paranoide confermate più volte. Al processo volle difendersi da solo, e a sua difesa volle chiamare oltre 200 testimoni, tra i quali Gesù Cristo e J.F. Kennedy. Dopo la condanna gli venne affiancato un avvocato d’ufficio, e da allora viene sollevato il problema della malattia mentale, che nel braccio della morte è ulteriormente peggiorata. Al momento però tutte le corti investite della vicenda hanno ritenuto questa motivazione insufficiente per commutare la condanna a morte in ergastolo. Dopo il rigetto della Corte d’Appello di stato, i difensori possono rivolgersi alla Corte d'appello federale e alla Corte Suprema. Proprio a proposito dell’ergastolo il giudice Price, nella sua motivazione ha scritto: “Concludo dicendo che la pena di morte come forma di punizione dovrebbe essere abolita perché giustiziare degli individui non sembra necessario né per perseguire la punizione del reo, né per prevenire altri reati. A questo scopo l’ergastolo senza condizionale (previsto in Texas da una legge del 2005, ndt) protegge la società praticamente alla stessa maniera della pena di morte, ma mette al riparo dal rischio, oggi irragionevolmente alto, di giustiziare un innocente, particolarmente a causa di difetti procedurali o di inadeguata assistenza legale”. Price ha citato uno studio del 2012 della University of Michigan-Northwestern University che ha collocato il Texas al terzo posto tra gli stati con il più alto numero di verdetti di colpevolezza annullati negli ultimi 24 anni, ed anche il National Registry of Exonerations che indica nel 2013 l’anno con il maggior numero di “esoneri”, e mette il Texas in testa alla lista.
FONTI
  • (Fonti: Houston Chronicle, Austin American-Statesman, buzzfeed.com, DPIC, 26/11/2014)