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Texas

USA - Texas. Il condannato a morte Gene Hathorn ha deciso di donare il suo corpo, dopo l’esecuzione, ad un artista, che lo trasformerà in cibo per pesci rossi.

USA - Texas. Il condannato a morte Gene Hathorn ha deciso di donare il suo corpo, dopo l’esecuzione, ad un artista, che lo trasformerà in cibo per pesci rossi.

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Il condannato a morte Gene Hathorn ha deciso di donare il suo corpo, dopo l’esecuzione, ad un artista, che lo trasformerà in cibo per pesci rossi. Hathorn, 47 anni, condannato per aver ucciso il padre, la matrigna e il fratellastro nel 1985, ha accettato la proposta fattagli Marco Evaristti, 45 anni, nato in Cile e residente in Danimarca, non nuovo ad iniziative contro la pena di morte.  Nel 2000 l’artista aveva messo a nuotare dei pesci rossi dentro vari frullatori, lasciando poi che i visitatori di una sua mostra al Trapholt Art Museum in Danimarca decidessero quale frullatore accendere, e quindi quali pesci tritare.  Lo scorso mese Evaristti ha presentato una linea di abiti chiamata “L’Ultima Moda”, che lui ha definito “abiti disegnati per i condannati a morte, da indossare il giorno dell’esecuzione”, che gli eventuali acquirenti avrebbero dovuto acquistare, e poi spedire per posta ai condannati la cui esecuzione è imminente. Ha anche disegnato un  lettino per le esecuzioni, che sarà messo in mostra alla fine di questo mese a Copenhagen. In quest’ultimo progetto Evaristti prevede di congelare il corpo di Hathorn, spedirlo in Germania dove ha già preso accordi con una fabbrica di cibo per pesci, farlo trasformare, insieme ad altri ingredienti, in cibo per pesci rossi, e poi invitare i visitatori di una mostra, possibilmente negli Stati Uniti, a nutrire dei pesci rossi dentro un acquario utilizzando questo mangime “umano”. “l’idea mi è venuta leggendo gli atti processuali, nei quali Hathorn viene definito ‘spazzatura umana’, più precisamente ‘spazzatura umana della quale sbarazzarsi’. Allora io lo voglio aiutare a completare la sua trasformazione in vera spazzatura, mangime per pesci. Ma non è solo la sua storia, per quanto potente, che mi interessa. Voglio portare l’attenzione sul sistema che esiste in una società come quella americana di uccidere la gente in una maniera volgare e primitiva come questa. Voglio far crescere la consapevolezza sul fatto che ci sono persone uccise legalmente nella nostra civiltà occidentale”. Alcuni esperti hanno sollevato dubbi sulla possibilità che Evaristti possa ottenere il corpo di Hathorn dopo l’esecuzione. Dal canto suo Evaristti si dice fiducioso sull’esito positivo dell’iniziativa legale che sta preparando. Un portavoce del Texas Department for Criminal Justice ha risposto ad un giornalista del The Art Newspaper che “in effetti il condannato a morte può dare disposizione sulla persona a cui affidare i suoi resti”. Nel frattempo però Evaristti vuole aiutare Hathorn a trovare i 125.000 dollari che sarebbero necessari al condannato per imbastire un nuovo appello basato su alcune circostanze attenuanti legate alla sua infanzia che non sarebbero state adeguatamente illustrate fino ad oggi. Ha chiesto ad Hathorn di iniziare a disegnare in carcere. Evaristti ha venduto alcuni di questi disegni per un totale di 52.000 dollari.
FONTI
  • (fonti: The Independent, 04/09/2008)