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USA - Texas. Charles Sebesta, ex procuratore distrettuale, espulso dall'Ordine degli Avvocati.

USA - Texas. Charles Sebesta, ex procuratore distrettuale, espulso dall'Ordine degli Avvocati.

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Charles Sebesta, ex procuratore distrettuale, espulso dall'Ordine degli Avvocati. La misura punitiva era stata chiesta nel 2014 da Anthony Graves. Graves era stato scarcerato nel 2010 dopo 18 anni di carcere, 12 dei quali nel braccio della morte dopo che una nuova indagine aveva evidenziato gravi comportamenti da parte della pubblica accusa all'epoca delle indagini e del processo. Graves da allora è iscritto con il numero 138 nella lista degli “esonerati” del DPIC. Graves, che oggi ha 50 anni, nero, era sto condannato a morte nel 1994 per le uccisioni, avvenute nel 1992, di Bobbie Joyce Davis, 45 anni; della figlia sedicenne della donna, Nicole; e di quattro nipoti della donna, tra i 4 e i 9 anni. L’unica prova contro Graves era stata la testimonianza del coimputato Robert Earl Carter, testimonianza in seguito ritrattata, ma la cui ritrattazione non venne mai formalizzata. Carter venne giustiziato per questi fatti nel 2000, e anche nelle sue dichiarazioni finali aveva ribadito fino all’ultimo l’innocenza di Graves. All'epoca del processo la pubblica accusa tenne nascosta una registrazione in cui, la notte prima del processo, Carter diceva all'allora District Attorney della Burleson County, Sebesta, di aver agito da solo. In un’altra registrazione, sempre con il procuratore Sebesta, Carter diceva di aver agito assieme alla moglie e a un suo amico, non con Graves. Il 3 marzo 2006 (vedi) la Corte d’Appello del 5° Circuito aveva ordinato all'unanimità la ripetizione del processo. Graves venne scarcerato il 27 ottobre 2010 (vedi) dopo che Kelly Siegler, che aveva coadiuvato il nuovo procuratore distrettuale incaricato di ripetere il processo, Bill Parham, aveva dichiarato che la ripetizione del processo era impossibile: “Dopo mesi di investigazioni, dopo aver parlato con tutti i testimoni a tutti i livelli, e anche con persone mai interrogate prima, dopo aver guardato sotto ogni pietra, non abbiamo trovato una prova credibile che potesse collegare Anthony Graves al caso. Questo non è un caso in cui le prove sono inutilizzabili per il troppo tempo passato, o dove i testimoni sono invecchiati o morti, o un cavillo blocca la pubblica accusa. Questo è semplicemente il caso in cui Anthony Graves è innocente”. Il 20 gennaio 2014, in quello che negli Stati Uniti è il Martin Luther King Day, Graves ha chiesto venisse avviata un’azione disciplinare contro Sebesta, che portasse al ritiro della licenza da avvocato. (Come è noto, nel sistema giudiziario degli Stati Uniti la pubblica accusa è rappresentata da “avvocati” che rappresentano lo Stato, non da magistrati). Il 6 marzo 2014 (vedi) in una conferenza stampa in cui è apparso assieme ad alcuni parlamentari e ai suoi familiari, Graves aveva dato la notizia che l’associazione forense, la State Bar of Texas, aveva formalmente avviato una istruttoria su Sebesta. Graves, attorniato dai suoi sostenitori, aveva detto: “Oggi è un gran giorno per essere americani, stiamo parlando di riforme serie al sistema penale. Ho passato 18 anni e mezzo della mia vita combattendo per la mia libertà a causa di un procuratore che si era rifiutato di giocare seguendo le regole, ed oggi la Texas Bar gli sta dicendo che anche un procuratore deve seguire le regole”. Oggi, al termine di 4 udienze che su richiesta di Sebesta si sono svolte a porte chiuse, i tre membri della commissione disciplinare hanno votato la massima punizione prevista, la cancellazione dall’albo degli avvocati. Secondo la Commissione, Sebesta ha violato almeno 5 delle principali norme deontologiche che devono governare il comportamento di avvocato. Raggiunto telefonicamente a Houston, Graves ha espresso gratitudine verso l’ordine forense per aver posto Sebesta davanti alle conseguenze delle sue azioni. “Non avrei mai pensato che in Texas un nero delle case popolari potesse avviare un’azione legale contro un potente, bianco, Procuratore Distrettuale, e vincere”. Ha poi aggiunto: “È un gran primo passo, ma un sacco di gente nelle contee di Washington e Burleson è stata processata da Sebesta, e molta è ancora dietro le sbarre. Questi casi devono essere tutti riesaminati”. Gli è stato chiesto se una sanzione amministrativa era una punizione sufficiente per l’uomo che l’aveva mandato nel braccio della morte. “Credo dovrebbe essere processato per tentato omicidio”. Sebesta non ha mai fatto un passo indietro. Anche dopo la scarcerazione di Graves ha continuato a sostenere, anche con veemenza, la colpevolezza dell’uomo. Fino ad oggi aveva l’impunità garantita dall'appartenere all'ordine legale. Nel 2011, Graves ha ricevuto 1.450.000 dollari utilizzato per l’ingiusta detenzione. Nel 2013 ha istituito la Anthony Graves Foundation, che attraverso una serie di iniziative culturali e di borse di studio persegue “Una missione centrale: promuovere l’equità e supportare riforme sostanziali nel sistema penale”. La Fondazione pone al centro della sua azione “i bambini e i giovani lasciati indietro dal sistema giudiziario, per dar loro una possibilità di scelta, e l’opportunità di vivere vite felici, produttive, e divenire la nuova, potente base delle nostre comunità”. Un documentario della CBS sulla storia di Graves, "Grave Injustice", nel 2012 vinse un Emmy Award.
FONTI
  • (Fonti: texasmonthly.com, AP, Houston Chronicle, Nessuno tocchi Caino, 12/06/2015)