USA - Texas. Al termine della ripetizione della fase di sentenza, Duane Buck è stato condannato a due ergastoli “normali”
USA - Texas. Al termine della ripetizione della fase di sentenza, Duane Buck è stato condannato a due ergastoli “normali”
Al termine della ripetizione della fase di sentenza, Duane Buck, 54 anni, nero, è stato condannato a due ergastoli “normali” più due condanne a 60 anni da scontare contemporaneamente. Con la sentenza di oggi, Buck, che ha trascorso 20 anni nel braccio della morte, potrebbe chiedere la condizionale a partire dal 2035. Buck venne condannato a morte nel 1997 con l’accusa di aver ucciso, nel 1995, la ex fidanzata Debra Gardner, e un amico della donna, Kenneth Butler. In quell’occasione sparò anche alla sorellastra, Phyllis Taylor, che però sopravvisse. La legge capitale del Texas prevede che per chiedere la pena di morte la pubblica accusa debba dimostrare che l’imputato rappresenta una minaccia anche futura per la società. Per contrastare la pubblica accusa, il difensore di Buck ritenne di utilizzare la testimonianza di uno psicologo, il dr. Walter Quijano, il quale però disse che l’imputato, in quanto appartenente alla razza nera, aveva più probabilità rispetto ad altri di compiere ancora atti di violenza. I nuovi difensori di Buck avevano chiesto di annullare la condanna a morte (non il verdetto di colpevolezza) per via dell’inadeguata assistenza legale ricevuta all’epoca dall’imputato. Il 21 febbraio 2017 (vedi, e vedi anche 13/04/2017) la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva annullato 6-2 la condanna a morte di Buck. Come prassi, dopo un annullamento sta alla pubblica accusa se tentare la ripetizione del processo oppure cercare un accordo con l’imputato. Oggi, senza iniziare un processo “convenzionale” con la giuria popolare, è stato ratificato un accordo in cui Buck si dichiara colpevole sia delle due imputazioni capitali che di due imputazioni di tentato omicidio che non erano state perseguite nel primo processo. La procuratrice distrettuale della Harris County, Kim Ogg, ha spiegato la sua scelta ricordando le note difficoltà a ripetere I processi quando sono passati tanti anni dal fatto. Inoltre ritiene che il sospetto di razzismo che ha inquinato il primo processo rischiava di riverberarsi anche sul secondo. Si è invece detta soddisfatta dell’esito odierno, che secondo lei comprende anche il fatto che nelle corti della Harris County nessuno userà mai più argomenti relativi alla razza. Ogg ha poi precisato che all’epoca del reato in Texas non era in vigore l’ergastolo senza condizionale, e per questo motivo la pena massima che oggi poteva essere emessa era l’ergastolo normale, che prevedrebbe, nel caso di Buck, la possibilità di condizionale nel 2035, eventualità contro cui il suo ufficio si impegnerà. A favore di Buck nel corso degli anni si è schierata anche Phyllis Taylor, la sorellastra a cui Buck aveva sparato nel 1995, che lo ha perdonato, ed ha ringraziato la procuratrice Ogg per l’accordo che non prevede la pena di morte.
- (Fonti: New York Times, Houston Chronicle, KPRC-TV, 03/10/2017)
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