USA. RITIRATA ADESIONE A PROTOCOLLO CONVENZIONE SU RELAZIONI CONSOLARI
il segretario di Stato Condoleeza Rice, con una lettera datata 7 marzo, ha informato il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, del ritiro degli Stati Uniti dal Protocollo della Convenzione di Vienna sulle Relazioni Consolari.
1 MIN DI LETTURA

il segretario di Stato Condoleeza Rice, con una lettera, ha informato il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, del ritiro degli Stati Uniti dal Protocollo della Convenzione di Vienna sulle Relazioni Consolari.
D’ora in poi quindi gli Stati Uniti non riconoscono più alla Corte Internazionale di Giustizia, con sede all’Aja, l’ultima parola sui ricorsi di cittadini stranieri che affermino di essersi visti negare il diritto di incontrare un diplomatico del proprio paese dopo l’arresto o nel corso della detenzione negli Usa.
''La Corte Internazionale di Giustizia - ha spiegato il Dipartimento di Stato Usa - ha interpretato la Convenzione di Vienna in modi che non avevamo previsto e che riguardano incriminazioni penali e la pena di morte, attribuendo di fatto alla stessa Corte un ruolo di supervisione sul nostro sistema penale nazionale''.
Erano stati gli stessi Usa a proporre il Protocollo nel 1963 ed a ratificarlo nel 1969 insieme al resto della Convenzione di Vienna, dotandosi così di uno strumento per tutelare i propri cittadini fuori dai confini nazionali.
Negli ultimi anni diversi altri paesi si sono rivolti alla Corte Internazionale di Giustizia, sostenendo che propri cittadini condannati a morte negli Usa non avevano potuto contattare diplomatici del proprio consolato.
Gli Stati Uniti continuano a riconoscere questo diritto ai cittadini stranieri, dal momento che l’amministrazione Bush ha deciso di ritirarsi dal solo Protocollo, e non dal resto della Convenzione.
D’ora in poi quindi gli Stati Uniti non riconoscono più alla Corte Internazionale di Giustizia, con sede all’Aja, l’ultima parola sui ricorsi di cittadini stranieri che affermino di essersi visti negare il diritto di incontrare un diplomatico del proprio paese dopo l’arresto o nel corso della detenzione negli Usa.
''La Corte Internazionale di Giustizia - ha spiegato il Dipartimento di Stato Usa - ha interpretato la Convenzione di Vienna in modi che non avevamo previsto e che riguardano incriminazioni penali e la pena di morte, attribuendo di fatto alla stessa Corte un ruolo di supervisione sul nostro sistema penale nazionale''.
Erano stati gli stessi Usa a proporre il Protocollo nel 1963 ed a ratificarlo nel 1969 insieme al resto della Convenzione di Vienna, dotandosi così di uno strumento per tutelare i propri cittadini fuori dai confini nazionali.
Negli ultimi anni diversi altri paesi si sono rivolti alla Corte Internazionale di Giustizia, sostenendo che propri cittadini condannati a morte negli Usa non avevano potuto contattare diplomatici del proprio consolato.
Gli Stati Uniti continuano a riconoscere questo diritto ai cittadini stranieri, dal momento che l’amministrazione Bush ha deciso di ritirarsi dal solo Protocollo, e non dal resto della Convenzione.
— FONTI
- (Fonti: Adn, 10/03/05)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE29 GIUGNO 2026
USA - Premiati i migliori studi legali che hanno difeso “pro bono”

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
INDIA: DUE CONDANNE A MORTE COMMUTATE IN 30 ANNI DI CARCERE

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
USA - Florida. Ex direttore di prigione esorta il personale penitenziario a non partecipare alle esecuzioni

PENA DI MORTE27 GIUGNO 2026
LETTERE DALL’INFERNO A SUOR GERVASIA, LA RINASCITA DI DOMENICO PAPALIA

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
IRAN - Issa Rahmani impiccato a Zahedan il 21 giugno

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
