USA: NUOVO ATTO D’ACCUSA CONTRO DZHOKHAR TSARNAEV
depositato un aggiornamento dell’atto di accusa federale contro Dzhokhar Tsarnaev, il giovane
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depositato un aggiornamento dell’atto di accusa federale contro Dzhokhar Tsarnaev, il giovane di origine cecena accusato delle bombe alla Maratona di Boston del 15 aprile 2013, che ha causato 3 morti e 260 feriti.
Boston è la capitale dello stato del Massachusetts, dove la pena di morte è stata abolita nel 1984. L’abolizione ovviamente non può riguardare i reati considerati “federali”, che seguono una legislazione a parte facente capo al Governo degli Stati Uniti.
Un primo capo d’accusa era stato emesso pochi giorni dopo l’attentato, e già in quella formulazione era presente l’imputazione più grave, quella di “uso di armi di distruzione di massa”.
Il nuovo atto d’accusa comprende 30 diverse imputazioni, le più gravi delle quali prevedono la pena di morte. Dalla lettura dell’atto si evince che secondo i procuratori federali non sono stati trovate prove di un collegamento organico con al-Qaida. Sembra piuttosto che tutta l’attività di motivazione ideologica, preparazione al “martirio”, e la parte pratica della preparazione materiale delle bombe sia stata fatta consultando siti internet di propaganda della jihad.
Le tre vittime delle 2 bombe, costruite con pentole a pressione e nascoste dentro 2 zaini, furono: Krystal Campbell, 29 anni, Martin Richard, 8 anni, e uno studente cinese, Lu Lingzi, 23 anni.
Nel capo d’accusa è inserita anche l’uccisione, il 18 aprile 2013, di Sean Collier, 27 anni, agente di sorveglianza all’interno del Massachusetts Institute of Technology che ingaggiò un conflitto a fuoco con i fratelli Tsarnaev durante la loro fuga. Non è chiaro quale dei due fratelli abbia esploso i colpi risultati mortali. L’atto di accusa conferma che Dzhokhar Tsarnaev ha inavvertitamente contribuito alla morte del fratello Tamerlan, 26 anni, investendolo nel corso dello scontro a fuoco con la polizia il 19 aprile.
Boston è la capitale dello stato del Massachusetts, dove la pena di morte è stata abolita nel 1984. L’abolizione ovviamente non può riguardare i reati considerati “federali”, che seguono una legislazione a parte facente capo al Governo degli Stati Uniti.
Un primo capo d’accusa era stato emesso pochi giorni dopo l’attentato, e già in quella formulazione era presente l’imputazione più grave, quella di “uso di armi di distruzione di massa”.
Il nuovo atto d’accusa comprende 30 diverse imputazioni, le più gravi delle quali prevedono la pena di morte. Dalla lettura dell’atto si evince che secondo i procuratori federali non sono stati trovate prove di un collegamento organico con al-Qaida. Sembra piuttosto che tutta l’attività di motivazione ideologica, preparazione al “martirio”, e la parte pratica della preparazione materiale delle bombe sia stata fatta consultando siti internet di propaganda della jihad.
Le tre vittime delle 2 bombe, costruite con pentole a pressione e nascoste dentro 2 zaini, furono: Krystal Campbell, 29 anni, Martin Richard, 8 anni, e uno studente cinese, Lu Lingzi, 23 anni.
Nel capo d’accusa è inserita anche l’uccisione, il 18 aprile 2013, di Sean Collier, 27 anni, agente di sorveglianza all’interno del Massachusetts Institute of Technology che ingaggiò un conflitto a fuoco con i fratelli Tsarnaev durante la loro fuga. Non è chiaro quale dei due fratelli abbia esploso i colpi risultati mortali. L’atto di accusa conferma che Dzhokhar Tsarnaev ha inavvertitamente contribuito alla morte del fratello Tamerlan, 26 anni, investendolo nel corso dello scontro a fuoco con la polizia il 19 aprile.
— FONTI
- (Fonti: New Orleans Times-Picayune, 27/06/2013)
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