USA: I TRE PRINCIPALI CANDIDATI DEMOCRATICI PRENDONO POSIZIONE SULLA PENA DI MORTE
i tre principali candidati alle Primarie del Partito Democratico per l’elezione il prossimo anno del Presidente degli Stati Uniti hanno preso posizione sulla pena di morte.
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i tre principali candidati alle Primarie del Partito Democratico per l’elezione il prossimo anno del Presidente degli Stati Uniti hanno preso posizione sulla pena di morte.
Hillary Clinton si è detta favorevole, Bernie Sanders e Martin O'Malley si sono detti contrari.
Oggi la Clinton è intervenuta in New Hampshire ad un evento organizzato al St. Anselm College. “Non sono favorevole all’abolizione perché penso che ci siano certi casi, particolarmente gravi, che ancora meritano venga presa in considerazione la pena di morte. Ma vorrei che tali casi fossero molto limitati e rari, diversamente da come invece abbiamo visto in alcuni stati, dove centinaia di persone sono state mandate nel braccio della morte, mentre in altri stati, per reati comparabili, non sarebbero state condannate a morte”.
Clinton ha aggiunto che ci sono prove che la pena di morte sia stata applicata troppo frequentemente e, cosa molto grave, spesso anche in maniera discriminatoria, e che quindi l’intero sistema capitale dovrebbe essere rivisto in profondità.
Dopo queste dichiarazioni, i due principali rivali della Clinton alle Primarie Democratiche hanno emesso due comunicati. Secondo l’ex governatore del Maryland Martin O'Malley “La pena di morte risente dei pregiudizi razziali, è inefficace come prevenzione del crimine, e dobbiamo abolirla. La nostra nazione non dovrebbe trovarsi in compagnia di stati come l’Iran, l’Iraq, la Cina, la Corea del nord, l’Arabia Saudita e lo Yemen. Questo sono i motivi per i quali io ho abolito la pena di morte in Maryland, sostanzialmente perché è in contrasto con i nostri valori. Come Presidente lavorerei per costruire nella nazione il consenso verso l’abolizione.
La posizione del senatore Bernie Sanders del Vermont era stata invece esplicitata a maggio in una intervista radiofonica. “Sono contro la pena di morte. Con tutta la violenza che c’è nel mondo oggi, io semplicemente non credo che lo stato, sia esso il governo federale o i singoli stati, dovrebbero occuparsi di uccidere gente. Di fronte a gente che ha commesso cose orribili c’è l’ergastolo senza condizionale, una pena sufficientemente dura per chiunque”.
Sanders, che come politico locale ha sempre votato contro la pena di morte, ha preso la parola in Senato a Washington poco dopo la dichiarazione della Clinton, ed ha voluto confermare esplicitamente la sua contrarietà alla pena di morte: “Capisco che la gente possa essere shockata e disgustata da certi orrendi reati, ma non credo che il governo dovrebbe essere coinvolto nell’uccisione di altri americani”.
Hillary Clinton si è detta favorevole, Bernie Sanders e Martin O'Malley si sono detti contrari.
Oggi la Clinton è intervenuta in New Hampshire ad un evento organizzato al St. Anselm College. “Non sono favorevole all’abolizione perché penso che ci siano certi casi, particolarmente gravi, che ancora meritano venga presa in considerazione la pena di morte. Ma vorrei che tali casi fossero molto limitati e rari, diversamente da come invece abbiamo visto in alcuni stati, dove centinaia di persone sono state mandate nel braccio della morte, mentre in altri stati, per reati comparabili, non sarebbero state condannate a morte”.
Clinton ha aggiunto che ci sono prove che la pena di morte sia stata applicata troppo frequentemente e, cosa molto grave, spesso anche in maniera discriminatoria, e che quindi l’intero sistema capitale dovrebbe essere rivisto in profondità.
Dopo queste dichiarazioni, i due principali rivali della Clinton alle Primarie Democratiche hanno emesso due comunicati. Secondo l’ex governatore del Maryland Martin O'Malley “La pena di morte risente dei pregiudizi razziali, è inefficace come prevenzione del crimine, e dobbiamo abolirla. La nostra nazione non dovrebbe trovarsi in compagnia di stati come l’Iran, l’Iraq, la Cina, la Corea del nord, l’Arabia Saudita e lo Yemen. Questo sono i motivi per i quali io ho abolito la pena di morte in Maryland, sostanzialmente perché è in contrasto con i nostri valori. Come Presidente lavorerei per costruire nella nazione il consenso verso l’abolizione.
La posizione del senatore Bernie Sanders del Vermont era stata invece esplicitata a maggio in una intervista radiofonica. “Sono contro la pena di morte. Con tutta la violenza che c’è nel mondo oggi, io semplicemente non credo che lo stato, sia esso il governo federale o i singoli stati, dovrebbero occuparsi di uccidere gente. Di fronte a gente che ha commesso cose orribili c’è l’ergastolo senza condizionale, una pena sufficientemente dura per chiunque”.
Sanders, che come politico locale ha sempre votato contro la pena di morte, ha preso la parola in Senato a Washington poco dopo la dichiarazione della Clinton, ed ha voluto confermare esplicitamente la sua contrarietà alla pena di morte: “Capisco che la gente possa essere shockata e disgustata da certi orrendi reati, ma non credo che il governo dovrebbe essere coinvolto nell’uccisione di altri americani”.
— FONTI
- (Fonti: thehill.com, Washington Post, 29/10/2015)
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