USA - Georgia. Fissata per il 27 gennaio l’esecuzione di Warren Hill, un uomo al quale è stato riconosciuto più volte il ritardo mentale.
USA - Georgia. Fissata per il 27 gennaio l’esecuzione di Warren Hill, un uomo al quale è stato riconosciuto più volte il ritardo mentale.
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Fissata per il 27 gennaio l’esecuzione di Warren Hill, un uomo al quale è stato riconosciuto più volte il ritardo mentale. Hill, 54 anni, nero, secondo molti osservatori se fosse stato condannato a morte in qualsiasi altro stato avrebbe avuto la condanna commutata a causa delle sue condizioni mentali, ma la legge della Georgia è la più restrittiva degli Stati Uniti, e per Hill sembra non esserci soluzione. La Corte suprema nel 2002, con la sentenza Atkins v. Virginia, dichiarò incostituzionale l’esecuzione dei ritardati mentali, ma non fissò i parametri con cui misurare tale “ritardo”. Ogni stato ha in seguito fissato i propri standard, e la Georgia ha quello che viene considerato lo standard più severo, visto che la legge di stato richiede che debba essere l’imputato a provare “oltre il ragionevole dubbio” il proprio ritardo mentale e/o disabilità intellettuale. I difensori di Hill insistono da tempo che Hill abbia diritto ad una nuova udienza sul tema della sua condizione mentale. All’epoca del processo e durante i ricorsi successivi, tutti gli esperti chiamati a misurarne il quoziente intellettivo la avevano determinato come “appena superiore a 70”, ossia il limite minimo perché si consideri che un condannato “sia in grado di comprendere cosa gli sta accadendo, e perché”. Nel frattempo però i 3 esperti che si sono succeduti negli anni hanno tutti concordemente rilasciato dichiarazioni giurate in cui correggono al ribasso la valutazione originaria, eseguita “sotto pressione e con metodiche oggi considerate non più scientificamente adeguate”. I difensori di Hill ritengono che se tutti gli esperti che hanno valutato Hill oggi concordano sul fatto che l’imputato sia sotto il livello di ritardo mentale, la formula “oltre il ragionevole dubbio” sia adempiuta. Al momento i difensori di Hill non sono riusciti ad ottenere un pronunciamento della Corte Suprema degli Stati Uniti. Anzi, il 7 ottobre 2013 (vedi), la Corte aveva preso una posizione negativa. Come è noto, la Corte Suprema degli Stati Uniti riceve diverse migliaia di ricorsi ogni anno, ma i casi che vengono affrontati sono, tradizionalmente, circa 100 l’anno. Tutti gli altri casi non vengono respinti nel merito, ma, come si dice in questi casi, “non presi in carico”. Quel giorno, in occasione dell’apertura della sessione 2014, la Corte aveva comunicato quali sarebbero stati i casi affrontati nel corso dell’anno, e il caso di Hill non era tra quelli. Il 19 maggio 2014 (vedi) la Corte Suprema ha preso un altro provvedimento contrario ad Hill: ha annullato la sospensione della esecuzione che avevano deciso sia un giudice che la corte d’appello per aver tempo di esaminare il nuovo protocollo di iniezione letale dello stato, più precisamente alcuni aspetti che riguardavano la “segretezza” di alcuni dettagli. Ora non è chiaro se i difensori di Hill abbiano argomenti residui per chiedere alla Corte Suprema di sospendere in extremis l’esecuzione fissata per il 27.
— FONTI
- (Fonti: The Guardian, 17/01/2015)
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