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Georgia

USA - Georgia. 27 ex giudici ed ex procuratori hanno firmato un documento in cui si invita la Corte Suprema degli Stati Uniti a intervenire nel caso di Troy Davis

USA - Georgia. 27 ex giudici ed ex procuratori hanno firmato un documento in cui si invita la Corte Suprema degli Stati Uniti a intervenire nel caso di Troy Davis

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27 ex giudici ed ex procuratori hanno firmato un documento in cui si invita la Corte Suprema degli Stati Uniti a intervenire nel caso di Troy Davis. L’iniziativa viene presa a supporto del ricorso dei difensori di Davis alla stessa Corte Suprema, l’ultimo ricorso a loro disposizione, dopo il quale Davis verrebbe giustiziato. Secondo gli osservatori molti elementi suggerirebbero che la sua condanna sia un clamoroso errore giudiziario, ma fino ad oggi sia la corte Suprema sia la Corte di Appello hanno dato sostanzialmente risposte tecniche, legate al fatto che i ricorsi di Davis sono stati presentati in ritardo. In Georgia è in vigore una speciale legge antiterrorismo che limita i diritti d’appello dei condannati per, tra l’altro, l’omicidio di poliziotti, e Davis è accusato proprio di aver ucciso un poliziotto nel 1989. L’esistenza di questa legge ha fino ad oggi avuto la prevalenza sul fatto che nuovi testimoni mai ascoltati al processo hanno indicato nel principale testimone d’accusa contro Davis il vero responsabile dell’omicidio del poliziotto, e che 7 dei restanti 8 testimoni del processo hanno nel frattempo ritrattato le loro accuse, sostenendo di essere stati forzati dalla polizia. Davis è nero, la vittima (Mark Allen MacPhail) era bianca, e colui che viene indicato come il vero colpevole (Sylvester "Redd" Coles ) è bianco. L’appello a favore di Davis è stato presentato con la formula giuridica del “amici curiae/ friend of the court”, ossia un intervento non polemico con la corte, ma a suo supporto. L’appello è stato sottoscritto dall’ex vice-procuratore generale degli Stati Uniti, Larry Thompson, da 2 ex giudici della Corte Suprema, 9 ex procuratori degli Stati Uniti tra cui l’ex direttore del Fbi William Sessions, e 2 ex procuratori generali della Florida e del New Jersey.
FONTI
  • (fonti: Atlanta Journal-Constitution, 21/05/2009)