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USA - Delaware. La Corte Suprema di stato ha annullato il verdetto di colpevolezza e la condanna a morte di Jermaine Wright, 41 anni, nero

USA - Delaware. La Corte Suprema di stato ha annullato il verdetto di colpevolezza e la condanna a morte di Jermaine Wright, 41 anni, nero

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La Corte Suprema di stato ha annullato il verdetto di colpevolezza e la condanna a morte di Jermaine Wright, 41 anni, nero. Wright è da oltre 20 anni nel braccio della morte. Era stato condannato a morte nel 1992 con l’accusa di aver ucciso, durante una rapina ad un negozio di liquori il 14 gennaio 1991, il commesso Phillip Seifert, 66 anni. Il verdetto di colpevolezza era già stato annullato il 3 gennaio 2012 (vedi) dal giudice John A. Parkins che aveva definito “molto deboli se non inesistenti” le prove contro Wright. Nessuna prova fisica, l’arma del delitto non è stata ritrovata, nessuna impronta digitale o di scarpa, nessuna immagine di videocamere di sorveglianza, e testimoni che non lo hanno riconosciuto nel corso di confronti. A parte una confessione videoregistrata, che però il giudice Parkins ha ridimensionato, definendola “chiaramente rilasciata in condizioni anormali da una persona sotto l’effetto dell’eroina”, contro Wright c’era solo la testimonianza di un detenuto che asseriva di averlo sentito confessare il crimine, ma anche questa testimonianza in seguito è stata ritrattata. Il giudice Parkins aveva poi rilevato che alcuni importanti elementi che avrebbero potuto essere molto favorevoli per la difesa erano stati tenuti nascosti dalla pubblica accusa, ad esempio il fatto che in zona fossero state effettuate altre rapine con modalità quasi identiche. Il 24 maggio 2013 (vedi) la Corte Suprema di stato aveva annullato 4-1 l’annullamento stabilendo che il giudice Perkins non avrebbe dovuto occuparsi del tema della confessione contestata, perché era già stata affrontata compiutamente nei ricorsi presentati dall’imputato in precedenza, e che la circostanza di altre rapine effettuate nella zona non sembrava, da sola, sufficiente a superare l’importanza della confessione videoregistrata. Oggi la stessa Corte Suprema ha esaminatu ulteriori elementi presentati dalla difesa, ed ha stabilito che “l’effetto cumulativo dei nuovi elementi forniti dalla difesa è sufficiente ad annullare il verdetto di colpevolezza e richiedere un nuovo processo”.
FONTI
  • (fonti: CNN, 19/05/2014)