USA - Delaware. Jermaine Wright si è costituito oggi. Era stato scarcerato lo scorso 2 febbraio dal braccio della morte
USA - Delaware. Jermaine Wright si è costituito oggi. Era stato scarcerato lo scorso 2 febbraio dal braccio della morte
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Jermaine Wright si è costituito oggi. Era stato scarcerato lo scorso 2 febbraio (vedi) dopo che le prove che avevano portato alla sua condanna a morte erano state dichiarate in parte non valide e nel complesso non sufficienti. Oggi, dopo una sentenza della Corte Suprema di stato del 12 gennaio che dichiarava utilizzabile una di questa prove, si è costituito. Wright, 42 anni, nero, era stato scarcerato dopo avere trascorso 23 anni nel braccio della morte. Era stato condannato a morte nel 1992 con l’accusa di aver ucciso, durante una rapina ad un negozio di liquori il 14 gennaio 1991, il commesso Phillip Seifert, 66 anni. Il verdetto di colpevolezza era stato annullato il 3 gennaio 2012 (vedi) dal giudice John A. Parkins che aveva definito “molto deboli se non inesistenti” le prove contro Wright. Nessuna prova fisica, l’arma del delitto non è stata ritrovata, nessuna impronta digitale o di scarpa, nessuna immagine di videocamere di sorveglianza, e testimoni che non lo hanno riconosciuto nel corso di confronti. A parte una confessione videoregistrata, che però il giudice Parkins ha ridimensionato, definendola “chiaramente rilasciata in condizioni anormali da una persona sotto l’effetto dell’eroina”, contro Wright c’era solo la testimonianza di un detenuto che asseriva di averlo sentito confessare il crimine, ma anche questa testimonianza in seguito è stata ritrattata. Il giudice Parkins aveva poi rilevato che alcuni importanti elementi che avrebbero potuto essere molto favorevoli per la difesa erano stati tenuti nascosti dalla pubblica accusa, ad esempio il fatto che in zona fossero state effettuate altre rapine con modalità quasi identiche. Contro quella sentenza aveva fatto ricorso la pubblica accusa (vedi 11/01/2012). Il 24 maggio 2013 (vedi) la Corte Suprema di stato aveva annullato 4-1 l’annullamento stabilendo che il giudice Perkins non avrebbe dovuto occuparsi del tema della confessione contestata, perché era già stata affrontata compiutamente nei ricorsi presentati dall'imputato in precedenza, e che la circostanza di altre rapine effettuate nella zona non sembrava, da sola, sufficiente a superare l’importanza della confessione videoregistrata. Il 19 maggio 2014 (vedi) la stessa Corte Suprema di stato aveva esaminato ulteriori elementi presentati dalla difesa, ed aveva stabilito che “l’effetto cumulativo dei nuovi elementi forniti dalla difesa era sufficiente ad annullare il verdetto di colpevolezza e richiedere un nuovo processo”. Nel nuovo processo il giudice Perkins aveva accolto la richiesta della difesa di escludere la confessione dalle prove a disposizione della pubblica accusa. La pubblica accusa il 2 febbraio 2015 aveva preso atto dell’ordine scritto del giudice Perkins, ed aveva ritirato tutte le accuse. La pubblica accusa si riservava di tentare eventualmente un nuovo processo contro Wright, e in quest’ottica aveva chiesto alla Corte Suprema di stato di poter utilizzare nel nuovo processo la vecchia confessione. Ottenuta 3 giorni fa una risposta positiva, ha disposto il rinvio a giudizio, e l’ordine per Wright di consegnarsi alla polizia.
— FONTI
- (Fonti: The News Journal, 15/01/2016)
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