USA - Delaware. Jermaine Wright è stato di nuovo scarcerato, questa volta definitivamente.
USA - Delaware. Jermaine Wright è stato di nuovo scarcerato, questa volta definitivamente.
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Jermaine Wright è stato di nuovo scarcerato, questa volta definitivamente. Wright, 43 anni, nero, era stato condannato a morte nel 1992 con l’accusa di aver ucciso, durante una rapina ad un negozio di liquori il 14 gennaio 1991, il commesso Phillip Seifert, 66 anni. Il verdetto di colpevolezza era stato annullato il 3 gennaio 2012 (vedi) dal giudice John A. Parkins che aveva definito “molto deboli se non inesistenti” le prove contro Wright. Nessuna prova fisica, l’arma del delitto non è stata ritrovata, nessuna impronta digitale o di scarpa, nessuna immagine di videocamere di sorveglianza, e testimoni che non lo hanno riconosciuto nel corso di confronti. A parte una confessione videoregistrata, che però il giudice Parkins ha ridimensionato, definendola “chiaramente rilasciata in condizioni anormali da una persona sotto l’effetto dell’eroina”, contro Wright c’era solo la testimonianza di un detenuto che asseriva di averlo sentito confessare il crimine, ma anche questa testimonianza in seguito è stata ritrattata. Il giudice Parkins aveva poi rilevato che alcuni importanti elementi che avrebbero potuto essere molto favorevoli per la difesa erano stati tenuti nascosti dalla pubblica accusa, ad esempio il fatto che in zona fossero state effettuate altre rapine con modalità quasi identiche. Contro quella sentenza aveva fatto ricorso la pubblica accusa (vedi 11/01/2012). Il 24 maggio 2013 (vedi) la Corte Suprema di stato aveva annullato 4-1 l’annullamento stabilendo che il giudice Perkins non avrebbe dovuto occuparsi del tema della confessione contestata, perché era già stata affrontata compiutamente nei ricorsi presentati dall'imputato in precedenza, e che la circostanza di altre rapine effettuate nella zona non sembrava, da sola, sufficiente a superare l’importanza della confessione videoregistrata. Il 19 maggio 2014 (vedi) la stessa Corte Suprema di stato aveva esaminato ulteriori elementi presentati dalla difesa, ed aveva stabilito che “l’effetto cumulativo dei nuovi elementi forniti dalla difesa era sufficiente ad annullare il verdetto di colpevolezza e richiedere un nuovo processo”. Nel nuovo processo il giudice Perkins aveva accolto la richiesta della difesa di escludere la confessione dalle prove a disposizione della pubblica accusa. La pubblica accusa il 2 febbraio 2015 aveva preso atto dell’ordine scritto del giudice Perkins, ed aveva ritirato tutte le accuse. Wright era stato scarcerato il 2 febbraio 2015 (vedi). Contro quella decisione la pubblica accusa aveva fatto ricorso alla Corte Suprema di Stato chiedendo di poter celebrare il processo davanti ad un altro giudice, e di poter utilizzare nel nuovo processo la vecchia confessione. Il 12 gennaio 2015 la Corte Suprema aveva accolto il ricorso dell’accusa, e il 15 gennaio 2016 (vedi) Wright si era costituito. Oggi Wright ha accettato un accordo con la pubblica accusa, un accordo che viene chiamato “no contest”, in cui l’imputato accetta l’imputazione (in questo caso omicidio di 2° grado) ma al tempo stesso non si dichiara colpevole. In cambio di questo accordo Wright è stato condannato a “non più di 20 anni”, e il giudice Eric Davis ne ha disposto l’immediata scarcerazione in considerazione dei 24 anni già scontati. Il difensore di Wright, Herbert Mondros, ha voluto ricordare che Wright si è sempre dichiarato innocente da quando è stato arrestato all'età di 18 anni, e l’accordo di oggi conferma la sua impostazione. Il rappresentante della pubblica accusa, Steve Wood, ha commentato che quando passa troppo tempo è difficile rifare un processo, i ricordi delle persone cambiano, qualche prova viene smarrita, e considerato lo stato delle prove, e il tempo passato, la soluzione odierna è appropriata.
— FONTI
- (Fonti: delawlareonline.com, 12/09/2016)
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