USA: CRITICHE DEL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA AL FEDERAL BUREAU OF INVESTIGATION (FBI)
il Federal Bureau of Investigation (FBI) non ha comunicato in tempo utile notizie che sarebbero state
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il Federal Bureau of Investigation (FBI) non ha comunicato in tempo utile notizie che sarebbero state rilevanti per la difesa di 64 condannati a morte, 24 dei quali nel frattempo sono stati giustiziati, o sono morti per cause naturali. La notizia è contenuta in un rapporto reso noto oggi dall’Ufficio dell’Ispettore Generale del Dipartimento di Giustizia.
Il 7 maggio 2013 la Corte Suprema del Mississippi aveva sospeso l’esecuzione di Willie Jerome Manning, che era prevista in serata. Manning era stato condannato a morte nel 1994 con l’accusa di aver ucciso nel 1992 due studenti universitari, Tiffany Miller e John Steckler. Pochi giorni prima della sospensione, il FBI aveva reso noto che i suoi esperti che avevano testimoniato al processo avevano tratto delle conclusioni non scientificamente valide. Avrebbero “sovrastimato” i risultati della perizia balistica, e l’identificazione di un capello. Sostanzialmente, veniva spiegato, i protocolli scientifici odierni sono molto più precisi, mentre quelli legalmente in vigore negli anni passati, soprattutto per quanto riguardava l’analisi dei capelli, rivisti con le migliorate capacità di analisi odierne, non erano, da un punto di vista statistico, sufficientemente stringenti.
L’FBI all’epoca rese noto che oltre al caso di Manning, almeno altri 26 casi destavano preoccupazione, ed erano già iniziate le verifiche scientifiche relative. Pare che fossero almeno 21.000 i casi federali da rivedere, ma la precedenza era stata data ai 27 casi capitali, per evitare che si potesse giungere a giustiziare un innocente. Il rapporto di oggi rivela che sono almeno 13 gli esperti del FBI le cui testimonianze nel corso di processi si ritiene non siano state accurate, ma il FBI ha impiegato quasi 5 anni per individuare i 64 casi in cui uno o più dei 13 esperti sono stati coinvolti. L’opera di revisione era affidata allo stesso FBI in collaborazione con il Dipartimento di Giustizia, che è l’equivalente del Ministero della Giustizia. Il rapporto dice: “Il Dipartimento non ha notificato alle autorità dei singoli stati che i verdetti di colpevolezza di diversi imputati potevano essere messi in discussione dalle testimonianze di 1 o più dei 13 esperti in questione. Quindi le autorità statali non avevano basi per prendere in considerazione le richieste di rinvio delle esecuzioni già fissate. Almeno 3 imputati sono stati giustiziati prima che il FBI comunicasse che il loro caso era in fase di riesame. Il rapporto raccomanda che vengano ripetuti i test su 24 casi di persone giustiziate o morte per malattia nel braccio della morte.
Il 7 maggio 2013 la Corte Suprema del Mississippi aveva sospeso l’esecuzione di Willie Jerome Manning, che era prevista in serata. Manning era stato condannato a morte nel 1994 con l’accusa di aver ucciso nel 1992 due studenti universitari, Tiffany Miller e John Steckler. Pochi giorni prima della sospensione, il FBI aveva reso noto che i suoi esperti che avevano testimoniato al processo avevano tratto delle conclusioni non scientificamente valide. Avrebbero “sovrastimato” i risultati della perizia balistica, e l’identificazione di un capello. Sostanzialmente, veniva spiegato, i protocolli scientifici odierni sono molto più precisi, mentre quelli legalmente in vigore negli anni passati, soprattutto per quanto riguardava l’analisi dei capelli, rivisti con le migliorate capacità di analisi odierne, non erano, da un punto di vista statistico, sufficientemente stringenti.
L’FBI all’epoca rese noto che oltre al caso di Manning, almeno altri 26 casi destavano preoccupazione, ed erano già iniziate le verifiche scientifiche relative. Pare che fossero almeno 21.000 i casi federali da rivedere, ma la precedenza era stata data ai 27 casi capitali, per evitare che si potesse giungere a giustiziare un innocente. Il rapporto di oggi rivela che sono almeno 13 gli esperti del FBI le cui testimonianze nel corso di processi si ritiene non siano state accurate, ma il FBI ha impiegato quasi 5 anni per individuare i 64 casi in cui uno o più dei 13 esperti sono stati coinvolti. L’opera di revisione era affidata allo stesso FBI in collaborazione con il Dipartimento di Giustizia, che è l’equivalente del Ministero della Giustizia. Il rapporto dice: “Il Dipartimento non ha notificato alle autorità dei singoli stati che i verdetti di colpevolezza di diversi imputati potevano essere messi in discussione dalle testimonianze di 1 o più dei 13 esperti in questione. Quindi le autorità statali non avevano basi per prendere in considerazione le richieste di rinvio delle esecuzioni già fissate. Almeno 3 imputati sono stati giustiziati prima che il FBI comunicasse che il loro caso era in fase di riesame. Il rapporto raccomanda che vengano ripetuti i test su 24 casi di persone giustiziate o morte per malattia nel braccio della morte.
— FONTI
- (Fonti: Associated Press, 16/07/2014)
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