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USA - Arkansas. Il governatore Asa Hutchinson ha commutato la condanna a morte di Jason McGehee in ergastolo senza condizionale.

USA - Arkansas. Il governatore Asa Hutchinson ha commutato la condanna a morte di Jason McGehee in ergastolo senza condizionale.

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Il governatore Asa Hutchinson ha commutato la condanna a morte di Jason McGehee, 41 anni, bianco, in ergastolo senza condizionale. La Parole Board (la commissione statale che esamina le richieste di clemenza) il 5 aprile 2017 (vedi) aveva votato 6-1 a favore di McGehee, una delle 8 persone la cui esecuzione era fissata per il 22 aprile. Come è noto, il voto della Commissione è considerato solo una “raccomandazione”, in quanto l’unico che ha il potere effettivo di emettere un provvedimento di clemenza è il Governatore. Hutchinson aveva annunciato la sua intenzione di accogliere la raccomandazione della Parole Board il 25 agosto (vedi), e la prassi vuole che il Governatore attenda poi 30 giorni “per commenti” prima di formalizzare l’atto. In un comunicato, il 25 agosto, Hutchinson, 66 anni, bianco, Repubblicano, aveva scritto: “La mia intenzione di concedere un atto di clemenza al signor McGehee è basata in parte sulla raccomandazione della Parole Board. Ho considerato molti fattori, ho letto l’intera trascrizione del processo, ed ho incontrato i familiari della vittima. Ho anche considerato la disparità tra la sentenza contro McGehee e quella contro i 2 coimputati”. McGehee era stato condannato a morte l’8 gennaio 1998, assieme a due complici, con l’accusa di aver ucciso, il 19 agosto 1996, il 15enne John Melbourne, che aveva fatto delle confidenze alla polizia su un traffico di assegni rubati in cui erano coinvolti. Nel 2008 un giudice federale aveva annullato la condanna a morte (non il verdetto di colpevolezza) ritenendo che il giudice del processo avrebbe dovuto rare più spazio ai difensori per illustrare la difficile infanzia dell’imputato. Quella sentenza venne annullata il 15/12/2009 (vedi) dalla Corte d’Appello. Nel raccomandare la clemenza la Commissione aveva preso atto che a favore del detenuto si erano pronunciati sia l’ex direttore dell’Amministrazione Penitenziaria Ray Hobbs, che lo aveva definito “detenuto modello”, sia il giudice che all’epoca lo aveva condannato a morte, Robert McCorkindale, il quale aveva notato che i due coimputati, processati separatamente, e le cui responsabilità non sembra potessero essere definite minori rispetto a quelle di McGehee, non erano stati condannati a morte, e che comunque l’imputato era molto giovane all’epoca del fatto, aveva 20 anni. Il Fair Punishment Project (un’associazione no-profit) ha segnalato diverse possibili attenuanti che il difensore dell’epoca trascurò, come ad esempio una diagnosi di disturbo bipolare, e gravi abusi subiti nell’infanzia.

FONTI
  • (Fonti: DPIC, 10/10/2017)