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USA - Arkansas. Annunciato l'uso di un farmaco mai usato prima per le esecuzioni: il Phenobarbital

USA - Arkansas. Annunciato l'uso di un farmaco mai usato prima per le esecuzioni: il Phenobarbital

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L’Arkansas annuncia di voler usare un farmaco mai usato prima per le esecuzioni: il Phenobarbital. Nel luglio 2011 l’Amministrazione Penitenziaria aveva dovuto consegnare le proprie scorte di Sodio Tiopentale agli agenti federali della Dea, la Drug Enforcement Administration nel corso di una indagine su farmaci per l’iniezione letale acquistati all’estero in maniera irregolare. L’indagine aveva portato al sequestro di lotti di Sodio Tiopentale anche in diversi altri stati, tra cui Georgia, Kentucky e Tennessee. Molti stati nel frattempo hanno adottato il Pentobarbital, ma anche di questo farmaco si stanno esaurendo le scorte, visto che, come era avvenuto con il Sodio Tiopentale, le principali case produttrici vogliono evitare la pubblicità negativa che deriva dalla vendita alle Amministrazioni penitenziarie Usa. Nel maggio 2012 l’Amministrazione penitenziaria del Missouri annunciò di voler adottare il Propofol, anche questo un farmaco mai usato prima per le anestesie e divenuto famoso nel mondo per aver causato la morte di Michael Jackson. Il Missouri nel frattempo non ha effettuato nuove esecuzioni, né si prevede che intenda farlo a breve l’Arkansas, considerati non solo i tempi per i ricorsi contro il nuovo farmaco che faranno i difensori dei condannati a morte, ma anche per il fatto che al momento nessun mandato di esecuzione risulta pendente nello stato. Peraltro il Governatore Mike Beebe non è un sostenitore della pena di morte. Alle richieste della Associated Press di spiegare come si sia giunti alla scelta del nuovo farmaco, l’Amministrazione penitenziaria non ha dato una risposta esaustiva, segnalando solo di aver trovato l’indicazione del Phenobarbital nei ricorsi di alcuni difensori dei condannati a morte contro l’utilizzo dei farmaci precedenti. Il Phenobarbital viene usato in medicina soprattutto nel trattamento delle crisi epilettiche, ed ovviamente mancano dati scientifici di qualsiasi tipo che possano essere di guida per un uso letale. "Non si dovrebbero usare i detenuti per fare esperimenti" ha detto David Lubarsky, che presiede il dipartimento di anestesiologia presso l'Università di Miami. "E questo è fondamentalmente ciò che questo è. Si tratta fondamentalmente di sperimentazione." Richard Dieter, direttore esecutivo del Death Penalty Information Center, così ha riassunto il modo in cui negli ultimi anni sono stati modificati più volte i protocolli dell’iniezione letale nei vari stati: "Questo è quello che noi faremo, dicono le Amministrazioni penitenziarie, e a meno che qualcuno non possa dimostrare che la procedura sia atrocemente dolorosa, per noi va bene, I tribunali, che come le Amministrazioni penitenziarie non hanno esperienze scientifiche, acconsentono”.  La portavoce dell’Amministrazione penitenziaria, Shea Wilson, ha detto che l'agenzia ha consultato fonti mediche prima di optare per il Phenobarbital, ma ha rifiutato di dire quali sono queste fonti siano. "La nostra ricerca ha indicato che il farmaco avrebbe effetto in 5 minuti e dovrebbe portare a una morte indolore," Wilson ha detto in una e-mail all'AP. Ma le istruzioni accluse alle confezioni del farmaco, che è un barbiturico, avvertono che la "dose tossica di barbiturici varia considerevolmente". "Non abbiamo idea se l'iniezione di dosi così grandi produrrà qualche effetto tolleranza acuta, nel qual caso potrebbe non avere un effetto mortale", ha detto Lubarsky, che ha testimoniato in diversi casi in cui era in discussione il protocollo dell’iniezione letale.
FONTI
  • (Fonte: Associated Press, 20/04/2013)