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USA - Arizona. Medici illustri smentiscono la versione ufficiale sulla esecuzione di Joseph Wood

USA - Arizona. Medici illustri smentiscono la versione ufficiale sulla esecuzione di Joseph Wood

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Medici illustri smentiscono la versione ufficiale sulla esecuzione di Joseph Wood lo scorso 23 luglio. Come è noto, Wood impiegò 2 ore a morire. I funzionari dell’amministrazione penitenziaria, hanno minimizzato questo dato, sostenendo che comunque dopo i primi minuti era sopraggiunta la morte cerebrale. David Waisel, professore di anestesiologia alla Harvard University ha detto: “Nessuno farebbe una diagnosi del genere, per nessun motivo. Se stava ancora respirando, allora non era in morte cerebrale. Questo è un esempio di come si usa un termine medico che ha una precisa definizione medica, senza conoscerne il significato”. Chitra Venkat, professore di neurologia alla Università di Standford ha detto: “Se respiri, non sei in morte cerebrale, punto. Respirare non è in alcuin modo compatibile con la morte cerebrale. Di fatto, respirare non è compatibile con nessun tipo di morte”. E Robert D. Stevens, professore alla Johns Hopkins University, ha aggiunto: “qualsiasi tipo di respiro, rantolo, o che altro, indica immediatamente che il paziente non è in morte cerebrale”. Mark Heath, anestesiologo della Columbia University ha detto che l’uso del Midazola (il primo dei 2 farmaci iniettati a Wood) è “un esperimento fallito”.
FONTI
  • (Fonti: Guardian, 25/07/2014)