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USA - Arizona. La Corte Suprema di Stato ha respinto il ricorso della pubblica accusa contro il proscioglimento di Debra Milke

USA - Arizona. La Corte Suprema di Stato ha respinto il ricorso della pubblica accusa contro il proscioglimento di Debra Milke

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La Corte Suprema di Stato ha respinto il ricorso della pubblica accusa contro il proscioglimento di Debra Milke. Questo significa che, appena il fascicolo tornerà alla corte di primo grado per la formalizzazione del proscioglimento, la Milke verrà aggiunta con il n° 151 alla lista degli esonerati del Death Penalty information Center. La Milke era stata scarcerata il 6 settembre 2013 (vedi) dalla giudice Rosa Mroz della Maricopa County Superior Court che le aveva concesso la libertà dietro pagamento di una cauzione di $ 50.000 contanti e il deposito di garanzie immobiliari per altri $ 200.000 in attesa che la pubblica accusa organizzi la ripetizione del processo. L’11 dicembre 2014 (vedi) la Corte d’Appello dell’Arizona aveva annullato tutte le accuse contro Debra Jean Milke, 51 anni, bianca, disponendo inoltre che non potesse essere processata di nuovo per le stesse imputazioni. Il 14 marzo 2013 (vedi) la Corte d’Appello del 9° Circuito aveva annullato il verdetto di colpevolezza e quindi la condanna a morte di Milke, nata in Germania, nel braccio della morte dell’Arizona dal 1990 con l’accusa di aver fatto rapire e uccidere il figlio di 4 anni, Christopher, nel dicembre 1989 per intascarne l’assicurazione sulla vita. La corte d’appello federale aveva rinviato il caso alla corte d’appello di stato. Il processo era incentrato su una confessione della donna, che sarebbe stata raccolta dal detective Armando Saldate, ma negata in aula dalla donna. Il detective non aveva registrato la confessione, ed inoltre la difesa ha in seguito appreso che diversi altri processi erano stati annullati per le testimonianze del detective considerate non attendibili, e che in più l’uomo aveva anche subito un procedimento disciplinare per aver molestato sessualmente una donna fermata per un controllo. La corte d’appello federale aveva ingiunto alla pubblica accusa di consegnare alla difesa le informazioni sul detective Saldate che aveva tenuto nascoste durante il processo, dopo di che il caso doveva essere riesaminato dalla corte d’appello di stato. La corte di stato aveva ritenuto talmente grave il comportamento omissivo della pubblica accusa da aggiungere, oltre all'annullamento del verdetto di colpevolezza, anche il divieto di riprocessare la donna. Il procuratore della Maricopa County aveva presentato ricorso davanti alla Corte Suprema di Stato, e quel ricorso oggi è stato respinto.
FONTI
  • (Fonti: Arizona Republic, 17/03/2015)