USA - Alabama. La Corte Suprema degli Stati Uniti riapre il caso di Anthony Hinton, nel braccio della morte da 28 anni
USA - Alabama. La Corte Suprema degli Stati Uniti riapre il caso di Anthony Hinton, nel braccio della morte da 28 anni
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La Corte Suprema degli Stati Uniti il 24 febbraio ha ordinato all’unanimità di riesaminare il ricorso di Anthony Hinton, nel braccio della morte da 28 anni. Non si tratta dell’annullamento della sua condanna a morte, ma di una sentenza che potrebbe in tempi brevi portare a tale annullamento. Hinton, 58 anni, nero, venne condannato a morte nel 1986 con l’accusa di aver ucciso i gestori di due ristoranti, John Davidson e Thomas Vason, in due diverse rapine nel febbraio e luglio 1985. Nel corso di una terza rapina, nello stesso periodo e nella stessa zona, un terzo gestore di ristorante, Sidney Smotherman, venne ferito gravemente, ma sopravvisse, e identificò Hinton come aggressore. Per la terza rapina Hinton presentò un alibi credibile, e per quella rapina non venne incriminato. Ma nell’abitazione dell’uomo era stato rinvenuto un revolver calibro 38, che secondo la pubblica accusa aveva sparato nelle 3 rapine. Al processo per le due rapine mortali, il difensore d’ufficio di Hinton ritenne che la legge gli consentisse di spendere non più di 1000 dollari per assumere un perito balistico, e l’opinione dell’avvocato venne in qualche misura confermata anche dal giudice. Il perito della difesa sostenne che la corrosione della pistola impediva di collegarla con certezza ai proiettili esplosi contro le vittime, contraddicendo quindi l’elemento principale della pubblica accusa. Ma il curriculum di basso profilo del perito balistico della difesa venne utilizzato dalla pubblica accusa per screditarlo. Con la sentenza del 24 febbraio la Corte Suprema ha stabilito che secondo la legge dell’epoca non era vero che esistesse un limite così basso per l’assunzione di un perito balistico, e che un perito più qualificato avrebbe probabilmente instillato in almeno un membro della giuria popolare il “ragionevole dubbio” che avrebbe impedito l’unanimità necessaria per emettere un verdetto di colpevolezza in casi capitali. Il processo viene rimandato alla corte dell’Alabama. Non è tecnicamente un annullamento del verdetto di colpevolezza, ma stanti i limiti disegnati dalla decisione della Corte Suprema sarà difficile che la corte incaricata di rivedere il caso posso giungere ad un verdetto diverso dall’annullamento.
— FONTI
- (fonti: DPIC, 03/03/2014)
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