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USA - Alabama. La Corte Suprema degli Stati Uniti respinge 6-2 la richiesta di Thomas Arthur di essere giustiziato mediante fucilazione

USA - Alabama. La Corte Suprema degli Stati Uniti respinge 6-2 la richiesta di Thomas Arthur di essere giustiziato mediante fucilazione

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La Corte Suprema degli Stati Uniti respinge 6-2 la richiesta di Thomas Arthur di essere giustiziato mediante fucilazione. Il caso Arthur v. Dunn proviene dall'Alabama. Come è noto, la Corte Suprema degli Stati Uniti riceve diverse migliaia di ricorsi ogni anno, ma i casi che vengono affrontati sono, tradizionalmente, circa 100 l’anno. Tutti gli altri casi non vengono respinti nel merito, ma, come si dice in questi casi, “non presi in carico”, il che, in teoria, non significa che siano del tutto privi di fondamento, ma comunque vengono considerati meno rilevanti o urgenti dei casi che invece vengono accolti, e per i quali nei mesi successivi la Corte procede con la discussione. La Corte Suprema al momento è composta di 8 giudici, visto che non è ancora stata formalizzata la nomina di un sostituto di Antonin Scalia, morto nel febbraio 2016. Hanno votato in dissenso la giudice Sonia Sotomayor e il giudice Stephen G. Breyer. La decisione odierna, non motivata (ha invece motivato in un testo di 18 pagine il suo voto in dissenso la giudice Sotomayor) respinge il ricorso di Thomas "Tommy" Arthur, 74 anni, bianco, che assieme ai suoi avvocati è da tempo impegnato in una complessa serie di ricorsi a tutti i livelli, e di fatto ha già ottenuto 6 rinvii della propria esecuzione, l’ultimo il 17 febbraio 2015 (vedi). Arthur era stato condannato a morte il 19 febbraio 1983 per aver ucciso, dietro un compenso di 10.000 dollari, il 1° febbraio 1982, Troy Wicker. In seguito il processo è stato annullato e ripetuto tre volte, concludendosi ogni volta con una condanna a morte per Arthur. La mandante dell’omicidio, Judy Wicker, moglie della vittima e amante di Arthur, ha testimoniato contro Arthur, ha ottenuto una condanna all'ergastolo, ed è uscita in libertà condizionale dopo 10 anni. Il ricorso di Arthur è l’ultimo di una serie che lui ha fatto contro l’iniezione letale. Un precedente ricorso era stato respinto dalla Corte Suprema di stato perché non aveva “sufficientemente dimostrato” i rischi collegati all'iniezione letale e non aver “indicato una alternativa”. Arthur e i suoi legali ora indicherebbero la fucilazione come alternativa, ma in Alabama la fucilazione non è in vigore (come metodo di riserva la legge indica la sedia elettrica), e da questo deriva il respingimento di tutti i suoi ricorsi in materia. La giudice Sotomayor, nella sua dura dichiarazione di dissenso, scrive: “Respingendo questo ricorso si consente agli stati di rendere immuni da revisioni giuridiche i propri protocolli di esecuzione. Anche se un prigioniero riesce a dimostrare che lo stato progetta di ucciderlo in un modo intollerabilmente crudele, e anche se riesce a dimostrare che c’è una alternativa praticabile, tutto quello che deve fare uno stato è passare una legge che rifiuti di autorizzare qualsiasi altro metodo alternativo. Questo non può essere giusto”.
FONTI
  • (Fonti: Usa Today, 21/02/2017)