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Alabama

USA - Alabama. La Corte Suprema degli Stati Uniti non interviene contro la legge dell’Alabama che consente al giudice di non tenere conto del voto della giuria popolare

USA - Alabama. La Corte Suprema degli Stati Uniti non interviene contro la legge dell’Alabama che consente al giudice di non tenere conto del voto della giuria popolare

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La Corte Suprema degli Stati Uniti non interviene contro la legge dell’Alabama che consente al giudice di non tenere conto del voto della giuria popolare, quella pratica che in inglese si chiama “override”. È una sentenza che diversi osservatori hanno accolto con perplessità. La Corte ha deciso di non discutere i ricorsi di Thomas (Tommy) Arthur, Jerry Bohannon e Aubrey Shaw. Come è noto, la Corte Suprema degli Stati Uniti riceve diverse migliaia di ricorsi ogni anno (circa 10.000), ma i casi che vengono affrontati sono, tradizionalmente, meno 100 l’anno. Tutti gli altri casi non vengono respinti nel merito, ma, come si dice in questi casi, “non presi in carico”. Da una lista pubblicata lunedì dei casi presi in carico per i prossimi mesi, si apprende che la Corte ha negato “certiorari” (concedere o negare certiorari è il termine tipico, di derivazione latina, delle procedure d’appello nelle corti di diritto anglosassone) nel caso di Thomas Arthur v. Alabama, e gli altri 2 casi simili. A novembre i 3 detenuti del braccio della morte avevano chiesto che venisse dichiarato incostituzionale il sistema capitale dell’Alabama nella parte in cui consente al giudice di non tenere conto del voto della giuria popolare. È una questione che da un anno a questa parte è tornata più volte agli onori delle cronache. Il 12 gennaio 2016 la Corte Suprema degli Stati Uniti, nel caso Hurst v. Florida, aveva dichiarato incostituzionale la legge capitale della Florida nella parte in cui il giudice poteva, se voleva, non tenere conto del voto della giuria popolare. Questa pratica si chiama “override”, Il maggior valore dell’opinione del giudice rispetto a quella dei giurati popolari violerebbe il Sesto Emendamento, che garantisce il diritto ad essere giudicati da una giuria di “pari”. Tutti gli osservatori avevano notato che la legge della Florida, per questo aspetto, era molto simile a quella di 2 altri stati, Delaware ed Alabama, e inoltre quelli erano gli stessi tre stati che, unici negli Usa, consentivano di emettere condanne a morte anche senza un voto unanime della giuria popolare. Dopo Hurst v. Florida, le corti supreme di Florida e Delaware hanno dichiarato incostituzionali le leggi capitali dei rispettivi stati, il Delaware ha commutato tutte le condanne, e la Florida sta gradualmente commutando tutte le condanne a morte emesse dopo il 2002. Assieme alla questione del voto del giudice che in questi soli 3 stati valeva di più del voto dei giurati, La Corte Suprema dell’Alabama invece sostiene che la sua legge capitale sia “sufficientemente diversa” da quella degli altri due stati. Oggi, per quanto manchi una motivazione scritta, la Corte Suprema degli Stati Uniti sembra aver dato ragione all'Alabama. Il 14 ottobre 2010 un’altra sentenza importante ha scosso il sistema capitale della Florida. Con la sentenza Timothy Lee Hurst v. State of Florida, la Corte Suprema di stato, come conseguenza di Hurst v. Florida, ha dichiarato incostituzionale la pratica di emettere sentenze di morte anche in assenza di unanimità da parte della giuria popolare. Anche per la questione dell’unanimità, la legge della Florida era molto simile a quella di Delaware e Alabama. Come abbiamo visto il Delaware ha risolto il problema alla radice commutando tutte le condanne a morte emesse ai sensi di una legge che nel frattempo aveva ricevuto due appunti di incostituzionalità. La Florida sembra aver risolto a metà il problema, dichiarando incostituzionali le condanne diventate definitive dopo il giugno 2002 (data di un’altra importante sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, Ring v. Arizona). L’Alabama invece non ha modificato niente, a anzi la Corte Suprema di stato il 30 settembre 2016, con la sentenza Jerry Bohannon v. State, ha confermato di ritenere la legge capitale dello stato perfettamente in regola. Bohannon ha fatto ricorso contro quella sentenza, e oggi è uno dei tre ricorsi che sono stati respinti. Oggi la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti sembra confermare la tesi che la legge capitale dell’Alabama sia “sufficientemente diversa” da quella di Florida e Delaware. Alcuni commentatori hanno notato che l’unica differenza che almeno da un punto di vista formale può spiegare le sentenze diverse è che in Alabama almeno una delle tre decisioni che portano ad una condanna a morte da parte di una giuria popolare devono essere prese all'unanimità. Dopo un verdetto di colpevolezza (che deve essere all'unanimità), ci sono tre passaggi per arrivare alla determinazione della condanna: la giuria deve approvare che sussista almeno una delle aggravanti previste dalla legge capitale, deve approvare che le aggravanti hanno un peso preponderante su eventuali attenuanti, e poi, terzo ed ultimo passaggio, deve decidere se fatte salve le prime due considerazioni, l’imputato deve essere condannato a morte oppure all'ergastolo senza condizionale. In Alabama il primo dei tre passaggi deve essere deciso all'unanimità, e al momento questo sembra “salvare” la costituzionalità dell’intera procedura. Alcuni osservatori ritengono che la Corte Suprema degli Stati Uniti, prima di prendere una decisione così importante come dichiarare tout court incostituzionali tutte le condanne a morte prese non all'unanimità stia attendendo la nomina del 9° membro. Come è noto il 13 febbraio 2016 è morto Antonin Scalia, membro molto conservatore della Corte. L’allora Presidente Obama propose la nomina del “centrista” Merrick Garland, sperando che le sue posizioni non troppo “liberal” inducessero il Senato a ratificare la nomina. Le nomine alla Corte Suprema infatti devono essere confermate dal Senato, che nella scorsa e in questa legislatura è a forte maggioranza repubblicana. La nomina di Garland avrebbe dovuto essere approvata antro il 3 gennaio 2017, cosa che il Senato non ha fatto, e quindi il membro mancante della Corte Suprema sarò nominato dal Presidente Trump. Fatte tutte queste considerazioni, alcuni osservatori per circostanziare la loro perplessità nei confronti della sentenza odierna hanno pubblicato dei dati interessanti. Dei 34 stati con la pena di morte in vigore, l’Alabama è l’unico in cui la pratica dell’override viene usata con una certa frequenza. Dal 1976 I giudici la hanno usata 107 volte: nel 92% dei casi hanno aggravato la sentenza, passando dall'ergastolo senza condizionale che era stato scelto dalla giuria alla pena di morte. Nell’8% dei casi hanno fatto la scelta opposta. Secondo diversi studi, l’uso dell’overrride è il motivo principale del fatto che l’Alabama ha il più alto tasso di condanne a morte in proporzione alla popolazione. Con una popolazione di 4,5 milioni, l’Alabama lo scorso anno ha emesso più condanne a morte del Texas, che ha 24 milioni di abitanti. Solo Alabama, Delaware, e Florida consentivano l’override, ma anche prima delle recenti sentenze, in Delaware nessuno era nel braccio della morte dopo un override, e in Florida l’ultima volta che una condanna a morte era stata emessa per override è stato nel 1999.
FONTI
  • (Fonti: Alabama Political Reporter, NtC, 23/01/2017)