USA - Alabama. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato l’annullamento della condanna a morte di Holly Wood
USA - Alabama. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato l’annullamento della condanna a morte di Holly Wood
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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato l’annullamento della condanna a morte di Holly Wood. Wood, 49 anni, nero, è accusato di aver ucciso la ex fidanzata Ruby Lois Gosha l’1 settembre 1993, ed è stato condannato a morte nel 1995. Il 20 novembre 2006 il giudice distrettuale Harold Albritton annullò la condanna a morte (non il verdetto di colpevolezza) ritenendo che i tre difensori non avessero adeguatamente illustrato le eventuali attenuanti legate alla malattia mentale. Il 16 settembre 2008 (vedi) la Corte d’Appello dell’11° Circuito, con un voto 2-1 aveva annullato l’annullamento della condanna a morte, rilevando che i tre difensori di Wood erano tutti consapevoli delle condizioni mentali dell’imputato, ma avevano autonomamente scelto di incentrare la difesa su altri argomenti. Oggi la Corte Suprema ha dato ragione alla Corte d’Appello, confermando l’annullamento dell’annullamento. Al centro della discussione è la Legge Antiterrorismo approvata in Alabama nel 1996 (Anti-Terrorism and Effective Death Penalty Act), che rende più difficili i ricorsi dei condannati. I difensori di Wood decisero di puntare sulle condizioni mentali solo dopo che nel giugno 2002 la Corte Suprema dichiarò incostituzionale l’esecuzione di ritardati mentali. Ai sensi della legge antiterrorismo, i ricorsi furono dichiarati “tardivi”, e non contenenti quelle “importanti novità” che consentivano di accogliere ricorsi presentati in ritardo. Letteralmente, la Corte d’Appello rilevò che la condizione mentale era ben nota ai difensori, e il fatto che loro avessero col tempo cambiato strategia difensiva non costituiva “importante novità”. Venendo meno la “novità”, rilevava la Corte d’Appello, spettava alla difesa dimostrare “in modo chiaro e incontrovertibile” l’esistenza del ritardo mentale, e alla luce di tale dimostrazione chiedere la commutazione. Si tratta però di procedura diversa da quella impostata dai difensori, che pretendeva l’annullamento del vecchio processo. Oggi la Corte Suprema ha confermato 7-2 questa impostazione.
— FONTI
- (fonti: UPI, 20/01/2010)
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