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USA - Alabama. La Akorn ha chiesto all’Alabama di restituire il Midazolam acquistato per le esecuzioni

USA - Alabama. La Akorn ha chiesto all’Alabama di restituire il Midazolam acquistato per le esecuzioni

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La Akorn ha chiesto all’Alabama di restituire il Midazolam acquistato per le esecuzioni. Il 6 marzo (vedi) la Akorn Pharmaceuticals aveva diffuso un comunicato nel quale si annunciavano provvedimenti per bloccare la vendita dei propri prodotti alle amministrazioni penitenziarie che intendessero usarli per le esecuzioni. Oggi si apprende che il 4 marzo aveva inviato una lettera all’Alabama Department of Corrections: “Se le vostre prigioni hanno acquistato direttamente o indirettamente prodotti della Akorn per utilizzarli nelle esecuzioni, vi chiediamo di restituirli immediatamente e sarete pienamente rimborsati”. L’Alabama non compie esecuzioni dal 2013. Il 26 marzo 2014 (vedi) aveva reso noto di aver più Pentobarbital. Non riuscendo a reperire nuove dosi, il 10 settembre aveva adottato un nuovo protocollo, con Midazolam, rocuronium bromide e cloruro di potassio. Dopo la pubblicazione di questa notizia una finanziaria tedesca, la DJE Kapital, aveva disinvestito 70 milioni di dollari dalla Mylan, la multinazionale con base in Pennsylvania che produce il rocuronium bromide (nome commerciale Esmeron o Zemuron) (vedi 22 ottobre). All’epoca la Mylan non rispose a richieste di informazioni da parte della stampa, ma l’altro ieri, in una e-mail al quotidiano Ther Star, una addetta stampa, Nina Devlin, ha dato alcuni dettagli. “Il rocuromium viene prodotto in India da un fornitore indipendente, e poi distribuito ai grossisti. Il farmaco non è approvato, né etichettato, né commercializzato per essere usato nelle esecuzioni, noi non vendiamo direttamente alle prigioni, e non siamo a conoscenza di nessun utilizzo dei nostri farmaci nelle esecuzioni”. Nonostante in Alabama non sia in vigore nessuna legge che aumenti la segretezza attorno alle esecuzioni, funzionari dell’amministrazione penitenziaria non hanno risposto alle richieste di informazioni da parte di The Star e altre testate. Il nome della Akorn è emerso lo scorso mese dal fascicolo allegato al caso di Thomas Arthur, la cui esecuzione era fissata per il 19 febbraio e che il 17 febbraio aveva ottenuto una sospensione proprio contestando l’uso del Midazolam nel protocollo. Da più parti si contesta il fatto che il Midazolam è un anestetico “leggero” e con tempo di decadimento breve, in alcuni casi anche molto breve, i cui effetti quindi è possibile possano svanire prima dell’entrata in circolo degli altri due farmaci, quelli propriamente mortali e potenzialmente molto dolorosi. Nel contestare la sospensione, l’ufficio del procuratore generale ha accluso al fascicolo le istruzione della Akorn per l’utilizzo del Midazolam, indicando per due volte che tali istruzioni “fanno parte della confezione”. Dopo che questa notizia è diventata pubblica la Akorn, che a lungo aveva mantenuto il silenzio dopo essere stata individuata già nel 2012 come una delle probabili fornitrici del farmaco, ha dato incarico al proprio ufficio legale di rispondere, seppure genericamente, alle richieste di informazioni da parte dei media. Joseph Bonaccorsi, dirigente dell’ufficio legale, ha risposto a The Star che la società non ha venduto Midazolam direttamente allo stato dell’Alabama, e che anzi ha deciso di non vendere il farmaco a nessun carcere in quegli stati dove è in vigore la pena di morte. Bonaccorsi ha reiterato la posizione della Akorn nella lettera datata 4 marzo inviata all’amministrazione penitenziaria: “Akorn è molto contraria al fatto che i propri prodotti vengano utilizzati per compiere esecuzioni attraverso le iniezioni letali”. La lettera poi avverte che l’uso del Midazolam per le iniezioni letali “è contrario alle indicazioni approvate dalla Food and Drugs Administration”, e tale uso potrebbe costituire una violazione della legge sulle Sostanze Controllate. Tra ieri ed oggi la stampa non è riuscita ad ottenere commenti da parte della Akorn. Il portavoce dell’Amministrazione Penitenziaria, Bob Horton, ha confermato che la lettera è stata ricevuta, ma non è stata inviata una risposta. “Non abbiamo risposto alla lettera, e non abbiamo restituito nessun farmaco” ha detto Horton. Alla richiesta di confermare se Akorn è la fonte del Midazolam usato in Alabama, Horton ha risposto: “Non siamo ancora in grado di affrontare argomento della fonte dei farmaci letali. La lettera della Akorn sembra essere una lettera standard mandata a tutti gli stati con la pena di morte”. La notizia che la Akorn stava chiedendo agli stati la restituzione dei farmaci letali era stata data il 4 marzo dal Wall Street Journal. The Star ha chiesto all’amministrazione penitenziaria dell’alabama accesso agli atti per avere una copia della lettera, e la copia è stata resa disponibile il 17 marzo.
FONTI
  • (Fonti: The Anniston Star, 18/03/2015)