Una giuria federale di New York ha condannato Khalfan...
Una giuria federale di New York ha condannato Khalfan Khamis Mohamed all'ergastolo senza via d'uscita per l'attentato all'ambasciata americana di Dar es Salaam, in Tanzania, nell'agosto del 1998, che causò la morte di undici persone
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Una giuria federale di New York ha condannato Khalfan Khamis Mohamed all'ergastolo senza via d'uscita per l'attentato all'ambasciata americana di Dar es Salaam, in Tanzania, nell'agosto del 1998, che causò la morte di undici persone.
Le sette donne e cinque uomini della giuria, dopo tre giorni di consiglio, hanno quindi respinto la richiesta della procura di condannare Mahammed a morte.
La difesa ha insistito sul ruolo secondario di Khalfan Khamis Mohamed nell'attentato e sul fatto che una condanna a morte avrebbe contribuito a trasformarlo in un martire.
La preoccupazione che un'esecuzione capitale potesse giustificare futuri atti terroristici aveva pesato anche nella decisione della giuria di respingere la pena di morte chiesta dalla procura contro il saudita Mohammed al-Owhali, condannato all'ergastolo lo scorso mese, per l'attentato all'ambasciata americana a Nairobi, Kenya, nel quale morirono 213 persone e che venne perpetrato pochi minuti prima di quello in Tanzania.
Il 10 maggio era iniziato a New York il processo federale contro le 4 persone accusate di appartenere al gruppo terrorista islamico di Osama bin Laden. Due degli imputati, Mohamed Rashed Daoud al-'Owhali, 24 anni, cittadino saudita, e Khalfan Khamis Mohamed, 27 anni, tanzaniano, rischiavano la condanna a morte, per aver partecipato materialmente agli attentati contro le ambasciate USA di Nairobi (Kenia) e Dar es Salaam (Tanzania) che causarono 224 morti, tra cui 12 statunitensi.
Il 28 maggio 2001 i quattro imputati erano stati tutti ritenuti colpevoli di appartenenza al gruppo terroristico islamico di Osama bin Laden. Lo stesso giorno, una sentenza della Corte Costituzionale del Sudafrica aveva definito "illegale" l'estradizione verso gli USA del cittadino di nazionalità tanzaniana Khalfan Khamis Mohamed. Il governo sudafricano aveva infatti consegnato il cittadino tanzaniano senza aver prima ottenuto idonee garanzie che l'uomo non sarebbe stato giustiziato.
La costituzione sudafricana esclude la pena di morte e vieta l'estradizione nei casi in cui non vi sono sufficienti garanzie ufficiali circa l'incolumità fisica dell'imputato. Il Ministro della Giustizia sudafricano aveva però reso noto che il governo non aveva intenzione di intervenire a favore di Khalfan Khamis Mohamed. "Il problema è ora tutto nelle mani degli USA. Non possiamo interferire".
Le sette donne e cinque uomini della giuria, dopo tre giorni di consiglio, hanno quindi respinto la richiesta della procura di condannare Mahammed a morte.
La difesa ha insistito sul ruolo secondario di Khalfan Khamis Mohamed nell'attentato e sul fatto che una condanna a morte avrebbe contribuito a trasformarlo in un martire.
La preoccupazione che un'esecuzione capitale potesse giustificare futuri atti terroristici aveva pesato anche nella decisione della giuria di respingere la pena di morte chiesta dalla procura contro il saudita Mohammed al-Owhali, condannato all'ergastolo lo scorso mese, per l'attentato all'ambasciata americana a Nairobi, Kenya, nel quale morirono 213 persone e che venne perpetrato pochi minuti prima di quello in Tanzania.
Il 10 maggio era iniziato a New York il processo federale contro le 4 persone accusate di appartenere al gruppo terrorista islamico di Osama bin Laden. Due degli imputati, Mohamed Rashed Daoud al-'Owhali, 24 anni, cittadino saudita, e Khalfan Khamis Mohamed, 27 anni, tanzaniano, rischiavano la condanna a morte, per aver partecipato materialmente agli attentati contro le ambasciate USA di Nairobi (Kenia) e Dar es Salaam (Tanzania) che causarono 224 morti, tra cui 12 statunitensi.
Il 28 maggio 2001 i quattro imputati erano stati tutti ritenuti colpevoli di appartenenza al gruppo terroristico islamico di Osama bin Laden. Lo stesso giorno, una sentenza della Corte Costituzionale del Sudafrica aveva definito "illegale" l'estradizione verso gli USA del cittadino di nazionalità tanzaniana Khalfan Khamis Mohamed. Il governo sudafricano aveva infatti consegnato il cittadino tanzaniano senza aver prima ottenuto idonee garanzie che l'uomo non sarebbe stato giustiziato.
La costituzione sudafricana esclude la pena di morte e vieta l'estradizione nei casi in cui non vi sono sufficienti garanzie ufficiali circa l'incolumità fisica dell'imputato. Il Ministro della Giustizia sudafricano aveva però reso noto che il governo non aveva intenzione di intervenire a favore di Khalfan Khamis Mohamed. "Il problema è ora tutto nelle mani degli USA. Non possiamo interferire".
— FONTI
- (Fonti: Adnkronos, 10/07/2001, Reuters, 10/05/2001, Associated Press, 28/05/2001, USA Today e Reuters, 28/05/2001)
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