Una coppia gay del Bangladesh, che in patria rischierebbe...
Una coppia gay del Bangladesh, che in patria rischierebbe la morte, ha vinto in Australia l'appello presso l'Alta Corte, ottenendo che un tribunale per i rifugiati valuti nuovamente la loro richiesta d'asilo
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Una coppia gay del Bangladesh, che in patria rischierebbe la morte, ha vinto in Australia l'appello presso l'Alta Corte, ottenendo che un tribunale per i rifugiati valuti nuovamente la loro richiesta d'asilo.
I due uomini erano arrivati in Australia nel febbraio 1999, chiedendo protezione in quanto perseguitati a causa della loro omosessualità.
La loro richiesta era stata inizialmente rifiutata ed il tribunale per i rifugiati aveva sollevato dubbi circa la loro credibilità.
I due avevano dichiarato di essere stati costretti a lasciare la loro casa di Dhaka, di aver perso il lavoro e di essere stati frustati e lapidati quando si era scoperta la loro condizione sessuale.
Il tribunale non aveva accolto le dichiarazioni secondo cui i due uomini avevano subito, e avrebbero continuato a subire, seri danni in caso di rimpatrio.
La coppia si era appellata dicendo di rischiare la morte in Bangladesh, dopo che un consiglio islamico locale ha emesso contro di loro una fatwa, ovvero una condanna a morte. L'Alta Corte ha accolto per 4 a 3 il loro appello e ha ordinato al tribunale per i rifugiati di rivedere la decisione.
"Avendo stabilito che l'omosessualità è inammissibile in Bangladesh e che questo potrebbe comportare potenziali danni come le percosse ad opera della polizia, il tribunale per i rifugiati ha sbagliato nel ritenere che non ci fossero fondati motivi per temere una persecuzione," ha dichiarato l'Alta Corte.
La legge australiana non permette che i nomi dei due uomini vengano resi noti.
I due uomini erano arrivati in Australia nel febbraio 1999, chiedendo protezione in quanto perseguitati a causa della loro omosessualità.
La loro richiesta era stata inizialmente rifiutata ed il tribunale per i rifugiati aveva sollevato dubbi circa la loro credibilità.
I due avevano dichiarato di essere stati costretti a lasciare la loro casa di Dhaka, di aver perso il lavoro e di essere stati frustati e lapidati quando si era scoperta la loro condizione sessuale.
Il tribunale non aveva accolto le dichiarazioni secondo cui i due uomini avevano subito, e avrebbero continuato a subire, seri danni in caso di rimpatrio.
La coppia si era appellata dicendo di rischiare la morte in Bangladesh, dopo che un consiglio islamico locale ha emesso contro di loro una fatwa, ovvero una condanna a morte. L'Alta Corte ha accolto per 4 a 3 il loro appello e ha ordinato al tribunale per i rifugiati di rivedere la decisione.
"Avendo stabilito che l'omosessualità è inammissibile in Bangladesh e che questo potrebbe comportare potenziali danni come le percosse ad opera della polizia, il tribunale per i rifugiati ha sbagliato nel ritenere che non ci fossero fondati motivi per temere una persecuzione," ha dichiarato l'Alta Corte.
La legge australiana non permette che i nomi dei due uomini vengano resi noti.
— FONTI
- (Fonti: Reuters via Yahoo.com, 9/12/03;)
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