un tribunale della provincia occidentale cinese del Sichuan ha condannato a morte un tibetano in relazione
un tribunale della provincia occidentale cinese del Sichuan ha condannato a morte un tibetano in relazione
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un tribunale della provincia occidentale cinese del Sichuan ha condannato a morte un tibetano in relazione all'auto-immolazione di sua moglie, accusandolo di aver ucciso la donna e bruciato il suo corpo per coprire il delitto. La condanna è stata definita da un gruppo per i diritti umani come parte della "campagna diffamatoria" di Pechino contro i dissidenti tibetani.
Drolma Kyab, 32 anni, è stato condannato dal Tribunale Intermedio del Popolo di Ngaba circa cinque mesi dopo che sua moglie, Konchog Wangmo, 29, si è data alle fiamme nella contea di Dzoege (in cinese, Ruo'ergai) nella Prefettura autonoma tibetana di Ngaba (Aba) per protestare contro le autorità cinesi, secondo fonti locali.
Le fonti hanno detto al Servizo tibetano di Radio Free Asia che Kyab è stato arrestato il giorno dopo l’immolazione di Konchog Wangmo, avvenuta il 13 marzo, essendosi rifiutato di sottoscrivere la versione secondo cui la morte era dovuta ad una lite tra i due. Fonti tibetane in esilio, reagendo alla condanna a morte, hanno espresso dubbi sulla colpevolezza di Drolma Kyab, descrivendo l'azione come un "rafforzamento" del tentativo di Pechino di contenere le auto-immolazioni dei tibetani.
Il Centro tibetano per i diritti umani e la democrazia (Tchrd), di base a Dharamsala, in India, ha suggerito che le autorità cinesi potrebbero aver usato la tortura per estorcere una confessione a Drolma Kyab.
Drolma Kyab, 32 anni, è stato condannato dal Tribunale Intermedio del Popolo di Ngaba circa cinque mesi dopo che sua moglie, Konchog Wangmo, 29, si è data alle fiamme nella contea di Dzoege (in cinese, Ruo'ergai) nella Prefettura autonoma tibetana di Ngaba (Aba) per protestare contro le autorità cinesi, secondo fonti locali.
Le fonti hanno detto al Servizo tibetano di Radio Free Asia che Kyab è stato arrestato il giorno dopo l’immolazione di Konchog Wangmo, avvenuta il 13 marzo, essendosi rifiutato di sottoscrivere la versione secondo cui la morte era dovuta ad una lite tra i due. Fonti tibetane in esilio, reagendo alla condanna a morte, hanno espresso dubbi sulla colpevolezza di Drolma Kyab, descrivendo l'azione come un "rafforzamento" del tentativo di Pechino di contenere le auto-immolazioni dei tibetani.
Il Centro tibetano per i diritti umani e la democrazia (Tchrd), di base a Dharamsala, in India, ha suggerito che le autorità cinesi potrebbero aver usato la tortura per estorcere una confessione a Drolma Kyab.
— FONTI
- (Fonti: rfa.org, 19/08/2013)
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