Un rapporto della Commissione Diritti Umani in Pakistan...
Un rapporto della Commissione Diritti Umani in Pakistan dice: "Sembra che in Pakistan ci siano più detenuti nei bracci della morte che in qualsiasi altro paese del mondo"
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Un rapporto della Commissione Diritti Umani in Pakistan dice: "Sembra che in Pakistan ci siano più detenuti nei bracci della morte che in qualsiasi altro paese del mondo". La Commissione è l'unica organizzazione interna che abbia chiesto di rivedere la pena di morte. L'iniziativa però sembra destinata a scarsissimo successo considerata la fortissima influenza dell'ortodossia islamica. Leader religiosi integralisti, che hanno molto peso sul governo, sono fermamente contrari a qualsiasi forma di diminuzione della pena di morte. Un portavoce del Jamiat Ulema Islam, il partito religioso islamico, dice: "L'Islam insegna la giustizia, e chiede occhio per occhio. Chi chiede l'abolizione della pena di morte non è un musulmano".
"Poiché la costituzione del nostro paese prevede che tutte le leggi siano interpretate alla luce dell'Islam, la questione di cancellare la pena di morte non si pone nemmeno", ha detto uno dei membri della Commissione Diritti Umani. "Comunque quello che possiamo fare è cercare di perfezionare le procedure processuali in modo da essere certi che solo i colpevoli certi di reati odiosi vengano condannati a morte".
Questa presa di posizione da parte della Commissione Diritti Umani in Pakistan fa seguito al caso di Maqsood Ahmed, la cui innocenza fu dimostrata dopo che era già stato impiccato. "Quello di Maqsood era il tipico caso che ha dimostrato le gravi carenze del nostro sistema giudiziario, potrebbero essere molti altri i Maqsood innocenti giustiziati in questo paese. Dobbiamo superare la nostra ossessione di punire i criminali con la morte. Non è mai stato dimostrato che sia un deterrente", ha detto Malik Sarwar, uno studente di legge pakistano.
— FONTI
- (Fonte: Global Information Network, 04/08/2000)
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