Un funzionario bulgaro ha detto che il Tribunale del...
Un funzionario bulgaro ha detto che il Tribunale del Popolo Libico ha ordinato una nuova indagine nel processo ai 6 operatori sanitari bulgari e al dottore palestinese, accusati di aver volontariamente infettato centinaia di bambini con il virus dell'HIV
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Un funzionario bulgaro ha detto che il Tribunale del Popolo Libico ha ordinato una nuova indagine nel processo ai 6 operatori sanitari bulgari e al dottore palestinese, accusati di aver volontariamente infettato centinaia di bambini con il virus dell'HIV.
La corte ha anche lasciato cadere le accuse di cospirazione con i Servizi stranieri contro lo stato libico.
La decisone ha fatto rinascere la speranza in Bulgaria che i sei bulgari possano essere prosciolti dalle accuse di aver infettato 393 bambini, nell'ospedale di Benghazi, con sangue che può causare l'AIDS. Alcuni bambini sono morti.
Se condannati i sei bulgari e il palestinese rischiano la pena di morte. Tutti gli imputati si sono dichiarati non colpevoli, così come i nove libici incriminati con accuse simili.
"Il Tribunale del Popolo Libico ha rinviato i documenti del caso all'ufficio del procuratore, dicendo che non c'erano sufficienti prove per portare avanti le accuse contro il personale medico," ha dichiarato l'addetto stampa del Presidente bulgaro Georgi Parvanov alla Reuters.
Il Tribunale del Popolo Libico solitamente si occupa di casi relativi alla sicurezza nazionale. Originariamente, infatti, l'accusa contro i bulgari diceva che l'infezione era parte di una cospirazione dell'Intelligence occidentale volta a minare la sicurezza libica e il suo ruolo nel mondo arabo.
"Il Tribunale del Popolo ha trasferito il caso a una corte ordinaria perché non c'erano sufficienti prove che gli imputati fossero coinvolti in un crimine contro la sicurezza dello stato libico," ha detto il funzionario, citando notizie riportate dai diplomatici bulgari presenti in aula. I funzionari del tribunale della capitale libica hanno confermato le notizie giunte a Sofia.
"Il caso è stato passato a una corte ordinaria perché non è compito del Tribunale del Popolo decidere di casi simili," ha dichiarato un giudice del tribunale a Tripoli.
"Il trasferimento del caso a una corte minore significa che l'accusa più grave - quella di cospirazione contro la sicurezza dello stato libanese - è caduta," ha detto Djuma Otaika, della potente Fondazione Internazionale Gheddafi per le Associazioni Caritatevoli, che ha osservato il processo.
La corte ha anche lasciato cadere le accuse di cospirazione con i Servizi stranieri contro lo stato libico.
La decisone ha fatto rinascere la speranza in Bulgaria che i sei bulgari possano essere prosciolti dalle accuse di aver infettato 393 bambini, nell'ospedale di Benghazi, con sangue che può causare l'AIDS. Alcuni bambini sono morti.
Se condannati i sei bulgari e il palestinese rischiano la pena di morte. Tutti gli imputati si sono dichiarati non colpevoli, così come i nove libici incriminati con accuse simili.
"Il Tribunale del Popolo Libico ha rinviato i documenti del caso all'ufficio del procuratore, dicendo che non c'erano sufficienti prove per portare avanti le accuse contro il personale medico," ha dichiarato l'addetto stampa del Presidente bulgaro Georgi Parvanov alla Reuters.
Il Tribunale del Popolo Libico solitamente si occupa di casi relativi alla sicurezza nazionale. Originariamente, infatti, l'accusa contro i bulgari diceva che l'infezione era parte di una cospirazione dell'Intelligence occidentale volta a minare la sicurezza libica e il suo ruolo nel mondo arabo.
"Il Tribunale del Popolo ha trasferito il caso a una corte ordinaria perché non c'erano sufficienti prove che gli imputati fossero coinvolti in un crimine contro la sicurezza dello stato libico," ha detto il funzionario, citando notizie riportate dai diplomatici bulgari presenti in aula. I funzionari del tribunale della capitale libica hanno confermato le notizie giunte a Sofia.
"Il caso è stato passato a una corte ordinaria perché non è compito del Tribunale del Popolo decidere di casi simili," ha dichiarato un giudice del tribunale a Tripoli.
"Il trasferimento del caso a una corte minore significa che l'accusa più grave - quella di cospirazione contro la sicurezza dello stato libanese - è caduta," ha detto Djuma Otaika, della potente Fondazione Internazionale Gheddafi per le Associazioni Caritatevoli, che ha osservato il processo.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 17/02/2002)
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