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Un detenuto nel braccio della morte, che sostiene di...

Un detenuto nel braccio della morte, che sostiene di essere innocente e tenta di essere ri-processato, ha incontrato per la prima volta in 12 anni i suoi avvocati, presso il carcere di Tokio

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Un detenuto nel braccio della morte, che sostiene di essere innocente e tenta di essere ri-processato, ha incontrato per la prima volta in 12 anni i suoi avvocati, presso il carcere di Tokio.
Iwao Hakamada, 67 anni, ex pugile professionista condannato a morte per l'omicidio di una famiglia di quattro persone nel 1966, nella Prefettura di Shizuoka, non aveva potuto accedere all'assistenza legale dal maggio 1991.
Gli avvocati hanno confermato che Hakamada � mentalmente squilibrato e che stanno cercando di evitare che la sua condanna venga eseguita, ha detto l'avvocato Kenzo Akiyama in conferenza stampa.
"Non ha problemi fisici, ma vive in un mondo di illusioni", ha detto Akiyama.
"Secondo la legge, la pena di morte non pu� essere applicata a persone mentalmente non equilibrate. Come legali vogliamo valutare il prima possibile quali azioni intraprendere."
Akiyama ha detto che i legali, insieme alla sorella del detenuto, si sono incontrati con Hakamada per circa 30 minuti.
Era in buone condizioni fisiche, ma in preda ad un delirio, ha detto.
Akiyama ha raccontato di aver ascoltato Hakamada dire: "Sono sulle montagne. Sono una divinit� onnipotente ed ho assorbito Iwao Hakamada."
La sorella di Hakamada aveva cercato a lungo di incontrarlo negli scorsi anni. Tuttavia Hakamada aveva respinto le sue richieste, e la sorella era riuscita ad incontrarlo solo due volte, per pochi minuti.
La condanna a morte era stata confermata nel 1980. La Corte del Distretto di Shizuoka ha respinto una richiesta di ripetizione del processo.
L'Alta Corte di Tokio sta attualmente deliberando in relazione ad un appello contro la decisione del tribunale di grado inferiore.
FONTI
  • (Fonti: Kyodo News, 10/03/2003)