un detenuto del braccio della morte dell’Azerbaigian...
un detenuto del braccio della morte dell’Azerbaigian, si è appellato all’amministrazione presidenziale per essere giustiziato. Era stato condannato a morte prima dell’abolizione ma la sentenza non è automaticamente commutabile in ergastolo.
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un detenuto del braccio della morte dell’Azerbaigian, si è appellato all’amministrazione presidenziale per essere giustiziato. Era stato condannato a morte prima dell’abolizione ma la sentenza non è automaticamente commutabile in ergastolo.
Il Centro di Diritti Umani dell’Azerbaigian (AHRC) ha riportato che la situazione è nata dopo che sono le notizie sulla possibilità di graziare 50 ex detenuti nel braccio della morte che abbiano già trascorso 10 o più anni in prigione. Molti di loro non hanno ancora ricevuto la commutazione da quando è stata abolita la pena di morte il 21 febbraio 1998 e sono ancora nel braccio della morte. Il direttore dell’AHCR, Eldar Zeynalov, ritiene che l’attuale situazione del paese potrebbe essere paragonata ad una moratoria informale in cui i prigionieri vengono condannati a morte ma non vengono giustiziati. I condannati a morte si sono appellati per la grazia ma le loro richieste non sono mai state prese in considerazione né respinte, benché secondo le procedure, il rifiuto della grazia li porterebbe all’esecuzione entro pochi giorni, ha detto Zeynalov.
Il Centro di Diritti Umani dell’Azerbaigian (AHRC) ha riportato che la situazione è nata dopo che sono le notizie sulla possibilità di graziare 50 ex detenuti nel braccio della morte che abbiano già trascorso 10 o più anni in prigione. Molti di loro non hanno ancora ricevuto la commutazione da quando è stata abolita la pena di morte il 21 febbraio 1998 e sono ancora nel braccio della morte. Il direttore dell’AHCR, Eldar Zeynalov, ritiene che l’attuale situazione del paese potrebbe essere paragonata ad una moratoria informale in cui i prigionieri vengono condannati a morte ma non vengono giustiziati. I condannati a morte si sono appellati per la grazia ma le loro richieste non sono mai state prese in considerazione né respinte, benché secondo le procedure, il rifiuto della grazia li porterebbe all’esecuzione entro pochi giorni, ha detto Zeynalov.
— FONTI
- (Fonti: Ekho, Baku via BBC Monitoring Caucasus, 14/03/2006)
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