Un agricoltore bianco condannato per omicidio per aver...
Un agricoltore bianco condannato per omicidio per aver investito un colono nero che occupava parte della sua terra, è stato condannato a 15 anni di prigione
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Un agricoltore bianco condannato per omicidio per aver investito un colono nero che occupava parte della sua terra, è stato condannato a 15 anni di prigione.
L'agricoltore, Philip Bezuidenhout, è la seconda persona condannata per omicidio in più di due anni di violenza politica che ha provocato circa 200 morti. Gran parte della violenza è stata imputata agli occupanti abusivi neri e al partito di governo.
Bezuidenhout, 52 anni, si è dichiarato innocente dell'omicidio di Fabian Mapenzauswa, sostenendo di aver investito l'uomo accidentalmente con il suo furgone nel luglio 2001 nel distretto orientale di Odzi, a 150 miglia a est di Harare.
Mapenzauswa era uno delle migliaia di neri che negli ultimi due anni hanno occupato terreni agricoli appartenenti a bianchi, chiedendo al governo di sequestrare la terra e di assegnare loro dei lotti.
Il giudice dell'Alta Corte Ben Hlatshwayo ha dichiarato di non aver comminato la pena di morte perché Bezuidenhout era in preda ad "agitazione e angoscia" quando si è diretto con il suo furgone contro il colono, perché il governo aveva sequestrato la sua fattoria nel suo programma di ridistribuzione terriera.
"Questro tribunale non è obbligato a comminare la pena di morte e in queste circostanze la considera una condanna impropria", ha dichiarato Hlatshwayo. "(Bezuidenhout) deve considerarsi molto fortunato".
Lo Zimbabwe è colpito da più di due anni da disordini politici ed economici, segnati da un violento giro di vite contro l'opposizione e da azioni di governo volte al sequestro di 5000 fattorie appartenenti a bianchi per ridistribuirle a neri.
L'unica altra persona condannata per omicidio è stato un militante nero condannato a morte per aver ucciso un poliziotto mandato a investigare sulla violenza svoltasi in una fattoria appartenente a un bianco all'inizio del 2000. La sentenza è in appello.
L'agricoltore, Philip Bezuidenhout, è la seconda persona condannata per omicidio in più di due anni di violenza politica che ha provocato circa 200 morti. Gran parte della violenza è stata imputata agli occupanti abusivi neri e al partito di governo.
Bezuidenhout, 52 anni, si è dichiarato innocente dell'omicidio di Fabian Mapenzauswa, sostenendo di aver investito l'uomo accidentalmente con il suo furgone nel luglio 2001 nel distretto orientale di Odzi, a 150 miglia a est di Harare.
Mapenzauswa era uno delle migliaia di neri che negli ultimi due anni hanno occupato terreni agricoli appartenenti a bianchi, chiedendo al governo di sequestrare la terra e di assegnare loro dei lotti.
Il giudice dell'Alta Corte Ben Hlatshwayo ha dichiarato di non aver comminato la pena di morte perché Bezuidenhout era in preda ad "agitazione e angoscia" quando si è diretto con il suo furgone contro il colono, perché il governo aveva sequestrato la sua fattoria nel suo programma di ridistribuzione terriera.
"Questro tribunale non è obbligato a comminare la pena di morte e in queste circostanze la considera una condanna impropria", ha dichiarato Hlatshwayo. "(Bezuidenhout) deve considerarsi molto fortunato".
Lo Zimbabwe è colpito da più di due anni da disordini politici ed economici, segnati da un violento giro di vite contro l'opposizione e da azioni di governo volte al sequestro di 5000 fattorie appartenenti a bianchi per ridistribuirle a neri.
L'unica altra persona condannata per omicidio è stato un militante nero condannato a morte per aver ucciso un poliziotto mandato a investigare sulla violenza svoltasi in una fattoria appartenente a un bianco all'inizio del 2000. La sentenza è in appello.
— FONTI
- (Fonti: AP, Tuscaloosanews website, 17/09/2002)
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