TURCHIA: MINISTRO PER AFFARI UE, NO AL RITORNO DELLA PENA DI MORTE
i sentimenti personali e le reazioni di uno Stato devono restare separati, ha sostenuto il ministro turco per gli
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i sentimenti personali e le reazioni di uno Stato devono restare separati, ha sostenuto il ministro turco per gli affari UE in relazione all'omicidio di una sudentessa universitaria 20enne nella provincia meridionale di Mersin.
Il dibattito sulla pena di morte è giunto alla ribalta dopo l'assassinio di Ozgecan Aslan, che è stata uccisa e bruciata dopo essersi opposta ad una violenza sessuale nel quartiere Tarso di Mersin, il 13 febbraio.
"Quando si considera la pena di morte, penso che sarebbe necessario valutare la questione in una condizione molto più serena rispetto all’animo che abbiamo in questo momento", ha detto il ministro Volkan Bozkir ad Ankara.
Tuttavia Bozkir ha aggiunto: "Se qualcosa di simile succedesse a mia figlia, prenderei un'arma e darei io stesso la punizione e poi accetterei le conseguenze, ma gli Stati non dovrebbero reagire in questo modo."
Per il Ministro non è giusto che gli Stati uccidano le persone. Il compito degli Stati è quello di arrestare i colpevoli e dare loro la punizione più severa che meritano. Gli Stati devono agire in un quadro di giustizia verso tutti.
"Penso che l'applicazione dell’ergastolo duro sarebbe più opportuno piuttosto che la pena di morte per questi crimini", ha aggiunto Bozkir.
Aslan scomparve mercoledì 11 febbraio ed il suo corpo carbonizzato fu trovato in un fiume il 13 febbraio. Tre sospetti sono stati arrestati il 15 febbraio in relazione all'omicidio che ha sconvolto la Turchia. Il ministro dell'Economia turco Nihat Zeybekci ha invece chiesto il ripristino della pena di morte in seguito all’omicidio di Ozgecan Aslan, ha riportato il giornale turco BGN il 15 febbraio.
"Abbiamo bisogno di discutere approfonditamente il ripristino della pena di morte per omicidi che uccidono la dignità umana come quello di Ozgecan Aslan", ha detto Zeybekci nel corso di una conferenza stampa.
Il Ministro ha sottolineato che si tratta della sua opinione personale e ha esortato il parlamento turco a discutere la questione.
"Personalmente credo che la Turchia dovrebbe essere in grado di amministrare la necessaria punizione per reati di questo tipo che sono un crimine contro l'umanità e un affronto per la nazione e per la stessa umanità", ha aggiunto Zeybekci.
Il dibattito sulla pena di morte è giunto alla ribalta dopo l'assassinio di Ozgecan Aslan, che è stata uccisa e bruciata dopo essersi opposta ad una violenza sessuale nel quartiere Tarso di Mersin, il 13 febbraio.
"Quando si considera la pena di morte, penso che sarebbe necessario valutare la questione in una condizione molto più serena rispetto all’animo che abbiamo in questo momento", ha detto il ministro Volkan Bozkir ad Ankara.
Tuttavia Bozkir ha aggiunto: "Se qualcosa di simile succedesse a mia figlia, prenderei un'arma e darei io stesso la punizione e poi accetterei le conseguenze, ma gli Stati non dovrebbero reagire in questo modo."
Per il Ministro non è giusto che gli Stati uccidano le persone. Il compito degli Stati è quello di arrestare i colpevoli e dare loro la punizione più severa che meritano. Gli Stati devono agire in un quadro di giustizia verso tutti.
"Penso che l'applicazione dell’ergastolo duro sarebbe più opportuno piuttosto che la pena di morte per questi crimini", ha aggiunto Bozkir.
Aslan scomparve mercoledì 11 febbraio ed il suo corpo carbonizzato fu trovato in un fiume il 13 febbraio. Tre sospetti sono stati arrestati il 15 febbraio in relazione all'omicidio che ha sconvolto la Turchia. Il ministro dell'Economia turco Nihat Zeybekci ha invece chiesto il ripristino della pena di morte in seguito all’omicidio di Ozgecan Aslan, ha riportato il giornale turco BGN il 15 febbraio.
"Abbiamo bisogno di discutere approfonditamente il ripristino della pena di morte per omicidi che uccidono la dignità umana come quello di Ozgecan Aslan", ha detto Zeybekci nel corso di una conferenza stampa.
Il Ministro ha sottolineato che si tratta della sua opinione personale e ha esortato il parlamento turco a discutere la questione.
"Personalmente credo che la Turchia dovrebbe essere in grado di amministrare la necessaria punizione per reati di questo tipo che sono un crimine contro l'umanità e un affronto per la nazione e per la stessa umanità", ha aggiunto Zeybekci.
— FONTI
- (Fonti: aa.com.tr, 16/02/2015; Sputnik, 15/02/2015)
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