TURCHIA. CORTE EUROPEA DICHIARA “INIQUO” IL PROCESSO A OCALAN E RACCOMANDA NUOVO PROCESSO
la Corte europea per i diritti umani ha sospeso la condanna del leader kurdo detenuto Abdullah Ocalan, sostenendo che il processo del tribunale turco era stato iniquo ed esortando Ankara a riaprirlo.
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la Corte europea per i diritti umani ha sospeso la condanna del leader kurdo detenuto Abdullah Ocalan, sostenendo che il processo del tribunale turco era stato iniquo ed esortando Ankara a riaprirlo.
Durante un processo che aveva fatto molto scalpore nel 1999, Ocalan era stato condannato a morte, pena che era poi stata commutata in ergastolo da scontare nel isola-carcere di Imrali.
Con una maggioranza 11 a 6, i giudici europei hanno deliberato che la Corte turca di sicurezza dello stato che ha giudicato Ocalan non era indipendente né imparziale, data la presenza di un magistrato militare nella commissione.
La Corte di Strasburgo ha sostenuto che Ocalan "era stato condannato da un tribunale che non soddisfaceva i requisiti di indipendenza e imparzialità sanciti nella Convenzione."
Per questo motivo “un nuovo processo o la riapertura del caso, se richiesti, rappresenterebbero in linea di principio un modo appropriato per riparare alla violazione”.
Dengir Mir Mehmet Firat, vice-presidente del Partito Giustizia e Sviluppo (AKP) al Governo in Turchia, ha assicurato che Ankara avrebbe adottato le misure necessarie per occuparsi degli aspetti indicati dalla Corte europea. Ha fatto notare che le obiezioni sollevate dalla Corte concernevano solo difetti procedurali e non contestavano il contenuto del verdetto, che condannava a morte Ocalan per tradimento e attivismo separatista.
Un Avvocato di Ocalan, Marc Muller, si è dichiarato soddisfatto della decisione e si consulterà con il suo cliente sull’opportunità di chiedere un nuovo processo.
"Probabilmente sarà d’accordo. E’ giusto che ci sia un nuovo processo," ha detto Muller ai giornalisti. “Se la Turchia intende entrare nella famiglia europea deve rispettare le regole di base che si applicano a tutti gli esseri umani.”
"Secondo la Grand Chamber l’effetto complessivo di queste difficoltà in generale avevano limitato i diritti della difesa così tanto da...violare il principio di equità del processo,” ha dichiarato la Corte.
La condanna a morte scaturita da un processo ingiusto rappresenta anche “un trattamento disumano”, sostiene la Corte.
La sentenza di morte per Ocalan è stata commutata il 3 ottobre 2002, dopo che la Turchia aveva abolito la pena capitale nel tentativo di favorire l’ingresso nell’Unione europea.
Durante un processo che aveva fatto molto scalpore nel 1999, Ocalan era stato condannato a morte, pena che era poi stata commutata in ergastolo da scontare nel isola-carcere di Imrali.
Con una maggioranza 11 a 6, i giudici europei hanno deliberato che la Corte turca di sicurezza dello stato che ha giudicato Ocalan non era indipendente né imparziale, data la presenza di un magistrato militare nella commissione.
La Corte di Strasburgo ha sostenuto che Ocalan "era stato condannato da un tribunale che non soddisfaceva i requisiti di indipendenza e imparzialità sanciti nella Convenzione."
Per questo motivo “un nuovo processo o la riapertura del caso, se richiesti, rappresenterebbero in linea di principio un modo appropriato per riparare alla violazione”.
Dengir Mir Mehmet Firat, vice-presidente del Partito Giustizia e Sviluppo (AKP) al Governo in Turchia, ha assicurato che Ankara avrebbe adottato le misure necessarie per occuparsi degli aspetti indicati dalla Corte europea. Ha fatto notare che le obiezioni sollevate dalla Corte concernevano solo difetti procedurali e non contestavano il contenuto del verdetto, che condannava a morte Ocalan per tradimento e attivismo separatista.
Un Avvocato di Ocalan, Marc Muller, si è dichiarato soddisfatto della decisione e si consulterà con il suo cliente sull’opportunità di chiedere un nuovo processo.
"Probabilmente sarà d’accordo. E’ giusto che ci sia un nuovo processo," ha detto Muller ai giornalisti. “Se la Turchia intende entrare nella famiglia europea deve rispettare le regole di base che si applicano a tutti gli esseri umani.”
"Secondo la Grand Chamber l’effetto complessivo di queste difficoltà in generale avevano limitato i diritti della difesa così tanto da...violare il principio di equità del processo,” ha dichiarato la Corte.
La condanna a morte scaturita da un processo ingiusto rappresenta anche “un trattamento disumano”, sostiene la Corte.
La sentenza di morte per Ocalan è stata commutata il 3 ottobre 2002, dopo che la Turchia aveva abolito la pena capitale nel tentativo di favorire l’ingresso nell’Unione europea.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 12/05/2005)
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