TUNISIA: ATTIVISTI DIRITTI UMANI CHIEDONO ABOLIZIONE PENA CAPITALE
migliaia di prigionieri sono stati recentemente amnistiati in Tunisia in onore
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migliaia di prigionieri sono stati recentemente amnistiati in Tunisia in onore del primo anniversario della Rivoluzione Tunisina. Di questi, 122 sono i condannati a morte che hanno ricevuto la commutazione in ergastolo. Nonostante gli attivisti per i diritti umani tunisini ritengano che si tratti di un positivo passo verso l’abolizione della pena capitale nel Paese, molti pensano che l’amnistia non sia sufficiente.
Lutfi Azouz, direttore di Amnesty International in Tunisia, sostiene che si tratti di un passo importante, ma che qualunque cosa che non sia la completa abolizione risulti inadeguata.
“La pena di morte in Tunisia dovrebbe essere abolita. Il governo mantiene la legge per usarla in caso di bisogno. Quando abbiamo incontrato Moncef Marzouki (Presidente ad interim della Tunisia, ndr), ci ha assicurato che non firmerà mai ordini di esecuzione, e che lavorerà per l’abolizione della legge. E’ noto a tutti che Marzouki sia un attivista per i diritti umani”, ha affermato Azouz.
Azouz ha anche spiegato che sin dalla Rivoluzione, la Tunisia è stata attiva nell’adozione di politiche rispettose dei diritti umani dei propri cittadini. Tuttavia ha sostenuto che nessuna autentica democrazia prevede la pena di morte. “Crediamo che il ruolo del governo sia quello di produrre cambiamenti e non di uccidere in nome della legge.
Anouar Kousri, membro della Lega per i Diritti Umani (LTDH), sostiene che la Lega abbia chiesto l’eliminazione della pena di morte sin dall’epoca del regime di Ben Ali.
“Marzouki è stato in passato presidente della nostra associazione, e quel che ha fatto rappresenta un passo positivo. Da lui ci aspettiamo impegno contro la pena capitale. L’Assemblea Costituente ha il potere di abolirla”, ha detto Kousri.
“Crediamo che la pena di morte abbia a che fare con la punizione e non con il cambiamento. Quella tunisina è una società democratica che crede nel diritto alla vita e al cambiamento”, ha aggiunto.
Lutfi Azouz, direttore di Amnesty International in Tunisia, sostiene che si tratti di un passo importante, ma che qualunque cosa che non sia la completa abolizione risulti inadeguata.
“La pena di morte in Tunisia dovrebbe essere abolita. Il governo mantiene la legge per usarla in caso di bisogno. Quando abbiamo incontrato Moncef Marzouki (Presidente ad interim della Tunisia, ndr), ci ha assicurato che non firmerà mai ordini di esecuzione, e che lavorerà per l’abolizione della legge. E’ noto a tutti che Marzouki sia un attivista per i diritti umani”, ha affermato Azouz.
Azouz ha anche spiegato che sin dalla Rivoluzione, la Tunisia è stata attiva nell’adozione di politiche rispettose dei diritti umani dei propri cittadini. Tuttavia ha sostenuto che nessuna autentica democrazia prevede la pena di morte. “Crediamo che il ruolo del governo sia quello di produrre cambiamenti e non di uccidere in nome della legge.
Anouar Kousri, membro della Lega per i Diritti Umani (LTDH), sostiene che la Lega abbia chiesto l’eliminazione della pena di morte sin dall’epoca del regime di Ben Ali.
“Marzouki è stato in passato presidente della nostra associazione, e quel che ha fatto rappresenta un passo positivo. Da lui ci aspettiamo impegno contro la pena capitale. L’Assemblea Costituente ha il potere di abolirla”, ha detto Kousri.
“Crediamo che la pena di morte abbia a che fare con la punizione e non con il cambiamento. Quella tunisina è una società democratica che crede nel diritto alla vita e al cambiamento”, ha aggiunto.
— FONTI
- (Fonti: tunisia-live.net, 20/01/2012)
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