Trinidad e Tobago. Risarcimento per troppi anni nel braccio della morte.
i tre membri dell’Alta Corte si sono trovato concordi nel condannare lo stato a risarcire una donna, Angela Ramdeen, trattenuta troppo a lungo nel braccio della morte.
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i tre membri dell’Alta Corte si sono trovato concordi nel condannare lo stato a risarcire una donna, Angela Ramdeen, trattenuta troppo a lungo nel braccio della morte.
Come è noto, gli stati dell’ex Commonwealth britannico, tra cui alcuni stati caraibici, rispettano le sentenze emesse a Londra dal Privy Council.
Nel 1993 il P.C., nel caso jamaicano “Pratt and Morgan” stabilì che un periodo superiore ai cinque anni nel braccio della morte, per via delle sofferenze fisiche e soprattutto psicologiche che esso comporta, deve essere considerato “punizione crudele e inusuale”.
Superati i cinque anni i condannati a morte, a cui lo stato evidentemente non è stato in grado di garantire processi celeri e rapide procedure di appello, devono essere “graziati”, avere cioè la pena convertita in ergastolo. Angela Ramdeen, 43 anni, condannata nel 1997 con l’accusa di aver ucciso nel 1993 i due figli piccoli del suo amante, dopo aver perso tutti gli appelli relativi agli omicidi, nel giugno 2003, dopo aver trascorso oltre 6 anni nel braccio della morte, ha chiesto il rispetto della sentenza “Pratt and Morgan”.
Il giudice Peter Jamadar della Corte d’Appello le dette ragione nel dicembre 2003, e annullò la condanna a morte convertendola in ergastolo. I giudici Satnarine Sharma, Margot Warner e Allan Mendonca hanno stabilito che lo Stato paghi le spese legali sostenute dalla Ramdeen per ottenere la commutazione della condanna a morte.
I giudici hanno inoltre sollevato la Ramdeen dall’obbligo di presentare ulteriori prove dei disagi da lei sopportati: “"Tenere una persona, per un tempo tanto lungo in tali condizioni costituisce chiaramente una punizione crudele e inusuale”.
La Corte non ha invece deciso se confermare la commutazione in ergastolo, rinviando il caso davanti all’Alta Corte per una udienza specifica.
Come è noto, gli stati dell’ex Commonwealth britannico, tra cui alcuni stati caraibici, rispettano le sentenze emesse a Londra dal Privy Council.
Nel 1993 il P.C., nel caso jamaicano “Pratt and Morgan” stabilì che un periodo superiore ai cinque anni nel braccio della morte, per via delle sofferenze fisiche e soprattutto psicologiche che esso comporta, deve essere considerato “punizione crudele e inusuale”.
Superati i cinque anni i condannati a morte, a cui lo stato evidentemente non è stato in grado di garantire processi celeri e rapide procedure di appello, devono essere “graziati”, avere cioè la pena convertita in ergastolo. Angela Ramdeen, 43 anni, condannata nel 1997 con l’accusa di aver ucciso nel 1993 i due figli piccoli del suo amante, dopo aver perso tutti gli appelli relativi agli omicidi, nel giugno 2003, dopo aver trascorso oltre 6 anni nel braccio della morte, ha chiesto il rispetto della sentenza “Pratt and Morgan”.
Il giudice Peter Jamadar della Corte d’Appello le dette ragione nel dicembre 2003, e annullò la condanna a morte convertendola in ergastolo. I giudici Satnarine Sharma, Margot Warner e Allan Mendonca hanno stabilito che lo Stato paghi le spese legali sostenute dalla Ramdeen per ottenere la commutazione della condanna a morte.
I giudici hanno inoltre sollevato la Ramdeen dall’obbligo di presentare ulteriori prove dei disagi da lei sopportati: “"Tenere una persona, per un tempo tanto lungo in tali condizioni costituisce chiaramente una punizione crudele e inusuale”.
La Corte non ha invece deciso se confermare la commutazione in ergastolo, rinviando il caso davanti all’Alta Corte per una udienza specifica.
— FONTI
- (Fonti: trinidadexpress.com, 08/06/2005)
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