tre uomini, identificati solo come
tre uomini, identificati solo come
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tre uomini, identificati solo come "Safar Khovat-Siani", "Ali Irvani" e "Omid Davati", sono stati impiccati pubblicamente, al crepuscolo, in tre punti diversi della città occidentale di Khoramabad, in Iran. Gli uomini erano stati condannati per stupro, sequestro ed estorsione, secondo quanto riportato dal giornale conservatore Jaam-e Jam.
“Accuse false”, secondo il SMCCDI. “È rinomato che il regime islamico usa spesso definizioni come trafficanti di droga, spie o stupratori per qualificare opponenti politici. Questa politica permette ai partner europei e alle Nazioni Unite di giustificare il proseguimento delle relazioni con il regime iraniano.
Le impiccagioni sono state accolte "dal plauso di folle favorevoli alle esecuzioni", ha dichiarato un agente di polizia locale che ha aggiunto che due complici sono ancora in fuga.
Diversa la ricostruzione del SMCCDI, secondo il quale “decine di residenti hanno declamato slogan contro il regime islamico e i suoi leader nonostante la massiccia presenza di forze di sicurezza nella città e particolarmente nelle tre aree del ponte di Shohada e delle piazze di Shaghayegh e Great dove i tre uomini sono stati giustiziati. Le esecuzioni pubbliche sono finalizzate ad accrescere la paura tra la popolazione ribelle. Scontri sporadici hanno portato a ferimenti e all’arresto di diversi dimostranti durante e dopo le esecuzioni.
“Accuse false”, secondo il SMCCDI. “È rinomato che il regime islamico usa spesso definizioni come trafficanti di droga, spie o stupratori per qualificare opponenti politici. Questa politica permette ai partner europei e alle Nazioni Unite di giustificare il proseguimento delle relazioni con il regime iraniano.
Le impiccagioni sono state accolte "dal plauso di folle favorevoli alle esecuzioni", ha dichiarato un agente di polizia locale che ha aggiunto che due complici sono ancora in fuga.
Diversa la ricostruzione del SMCCDI, secondo il quale “decine di residenti hanno declamato slogan contro il regime islamico e i suoi leader nonostante la massiccia presenza di forze di sicurezza nella città e particolarmente nelle tre aree del ponte di Shohada e delle piazze di Shaghayegh e Great dove i tre uomini sono stati giustiziati. Le esecuzioni pubbliche sono finalizzate ad accrescere la paura tra la popolazione ribelle. Scontri sporadici hanno portato a ferimenti e all’arresto di diversi dimostranti durante e dopo le esecuzioni.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 08/06/2004; SMCCDI, 09/06/2004)
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