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INDONESIA·PENA DI MORTE·8 NOVEMBRE 2001·1 MIN DI LETTURA

Tre sopravvissuti del naufragio nel quale affogarono...

Tre sopravvissuti del naufragio nel quale affogarono 350 persone in cerca di asilo politico, sono stati messi a confronto con l'organizzatore del traffico di persone per il quale hanno chiesto l'esecuzione capitale

Tre sopravvissuti del naufragio nel quale affogarono 350 persone in cerca di asilo politico, sono stati messi a confronto con l'organizzatore del traffico di persone per il quale hanno chiesto l'esecuzione capitale.
Tre iracheni sono stati portati al quartier generale della polizia a Giacarta per identificare un egiziano di 29 anni, conosciuto come Abu Quassey, sospettato di essere la mente del traffico di persone alle quali aveva promesso di portarle in Australia.
I tre, che avevano perso i loro parenti nell'affondamento in ottobre di un battello stracarico al largo di Java che causò la morte di oltre 350 iracheni e afghani, hanno accusato Quassey di averli caricati a bordo dietro pagamento di 1.950 dollari australiani a famiglia. Solo 44 persone sono sopravvissute.
I tre hanno detto che spettava alle autorità dell'immigrazione indonesiana punirlo, ma secondo loro doveva essere messo a morte.
"Abu era responsabile della vita di tutte le 350 persone sul battello e sono tutte morte," ha dichiarato Ahmed, un iracheno.
"In Iraq se uno uccide una persona, deve essere a sua volta ucciso. Poichè Abu era responsabile della morte di 350 persone, deve essere ucciso 350 volte."
— FONTI
  • (Fonti: Courier Mail (Queensland), 08/11/2001)