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Tre sopravvissuti del naufragio nel quale affogarono 350 persone in cerca di asilo politico, sono stati messi a confronto con l'organizzatore del traffico di persone per il quale hanno chiesto l'esecuzione capitale

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Tre sopravvissuti del naufragio nel quale affogarono 350 persone in cerca di asilo politico, sono stati messi a confronto con l'organizzatore del traffico di persone per il quale hanno chiesto l'esecuzione capitale.
Tre iracheni sono stati portati al quartier generale della polizia a Giacarta per identificare un egiziano di 29 anni, conosciuto come Abu Quassey, sospettato di essere la mente del traffico di persone alle quali aveva promesso di portarle in Australia.
I tre, che avevano perso i loro parenti nell'affondamento in ottobre di un battello stracarico al largo di Java che caus� la morte di oltre 350 iracheni e afghani, hanno accusato Quassey di averli caricati a bordo dietro pagamento di 1.950 dollari australiani a famiglia. Solo 44 persone sono sopravvissute.
I tre hanno detto che spettava alle autorit� dell'immigrazione indonesiana punirlo, ma secondo loro doveva essere messo a morte.
"Abu era responsabile della vita di tutte le 350 persone sul battello e sono tutte morte," ha dichiarato Ahmed, un iracheno.
"In Iraq se uno uccide una persona, deve essere a sua volta ucciso. Poich� Abu era responsabile della morte di 350 persone, deve essere ucciso 350 volte."
FONTI
  • (Fonti: Courier Mail (Queensland), 08/11/2001)