Timothy Johnston è stato giustiziato nel penitenziario di Bonne Terre
Timothy Johnston è stato giustiziato nel penitenziario di Bonne Terre
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Timothy Johnston è stato giustiziato nel penitenziario di Bonne Terre, 60 miglia sud di St. Louis. Johnston, 44 anni, aveva confessato di aver picchiato a morte la moglie Nancy Johnston, 27 anni, il 30 giugno 1989 nel corso di un litigio. È stato dichiarato morto alle 12:07.
Johnston era uno dei condannati a morte che in varie parti degli Stati Uniti avevano presentato ricorso contro l’iniezione letale, asserendo che eventuali, possibili, errori nella somministrazione del barbiturico (il
primo dei tre farmaci di cui è composta la sequenza dell’iniezione letale) potevano lasciare il condannato ancora vigile al momento delle successive, dolorose, fasi dell’esecuzione.
Il ricorso di Johnston era stato respinto il 26 agosto dal giudice distrettuale Charles A. Shaw, ma era stato parzialmente accolto ieri dalla Eighth U.S. Circuit Court of Appeals di St. Louis, quando una corte aveva
votato 2-1 per un rinvio di 8 giorni dell’esecuzione per approfondire il caso. L’Attorney General del Missouri, Jay Nixon, aveva subito fatto ricorso contro questa sentenza, e poco prima delle 21 la Eighth U.S. Circuit Court of Appeals in seduta plenaria aveva annullato il rinvio dell’esecuzione. In mattinata, il governatore Matt Blunt aveva respinto la richiesta di commutare la condanna a morte in ergastolo.
La questione della costituzionalità dell’iniezione letale è stata sollevata in diversi stati. Solitamente viene respinta, asserendo che per quanto esista in effetti la possibilità di errori umani o di incidenti, questo non
è sufficiente a bollare di “incostituzionalità” la procedura. Attualmente appelli sono ancora in via di decisione in tre stati.
Johnston diventa il 4° giustiziato di quest’anno nello stato del Missouri, e il 37° dell’anno negli USA.
Johnston era uno dei condannati a morte che in varie parti degli Stati Uniti avevano presentato ricorso contro l’iniezione letale, asserendo che eventuali, possibili, errori nella somministrazione del barbiturico (il
primo dei tre farmaci di cui è composta la sequenza dell’iniezione letale) potevano lasciare il condannato ancora vigile al momento delle successive, dolorose, fasi dell’esecuzione.
Il ricorso di Johnston era stato respinto il 26 agosto dal giudice distrettuale Charles A. Shaw, ma era stato parzialmente accolto ieri dalla Eighth U.S. Circuit Court of Appeals di St. Louis, quando una corte aveva
votato 2-1 per un rinvio di 8 giorni dell’esecuzione per approfondire il caso. L’Attorney General del Missouri, Jay Nixon, aveva subito fatto ricorso contro questa sentenza, e poco prima delle 21 la Eighth U.S. Circuit Court of Appeals in seduta plenaria aveva annullato il rinvio dell’esecuzione. In mattinata, il governatore Matt Blunt aveva respinto la richiesta di commutare la condanna a morte in ergastolo.
La questione della costituzionalità dell’iniezione letale è stata sollevata in diversi stati. Solitamente viene respinta, asserendo che per quanto esista in effetti la possibilità di errori umani o di incidenti, questo non
è sufficiente a bollare di “incostituzionalità” la procedura. Attualmente appelli sono ancora in via di decisione in tre stati.
Johnston diventa il 4° giustiziato di quest’anno nello stato del Missouri, e il 37° dell’anno negli USA.
— FONTI
- (Fonti: St. Louis Post-Dispatch & Rick Halperin, 31/08/2005)
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