TIBET. PANNELLA E CAPPATO CHIEDONO CONVOCAZIONE STRAORDINARIA DEL PARLAMENTO EUROPEO
gli eurodeputati radicali Marco Pannella e Marco Cappato hanno inviato una lettera al Presidente del Parlamento
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gli eurodeputati radicali Marco Pannella e Marco Cappato hanno inviato una lettera al Presidente del Parlamento Hans-Gert Poettering chiedendo che il Parlamento Europeo discuta con urgenza sulla situazione dei diritti umani in Tibet.
“In Tibet - si legge nella lettera - è in atto una brutale e violenta repressione da parte del regime cinese di ogni manifestazione pacifica a favore della libertà e della democrazia”.
Inoltre, “il regime cinese accusa il Dalai Lama, Premio Sakharov del Parlamento europeo che da sempre porta avanti la sua battaglia nonviolenta per la libertà e il rispetto dei diritti umani fondamentali del popolo tibetano, di essere responsabile, insieme alla sua “cricca”, di fomentare la violenza in Tibet”.
“Riteniamo doveroso – scrivono Pannella e Cappato - che il nostro Parlamento si convochi con la massima urgenza in seduta straordinaria già nella plenaria di Bruxelles del 26 marzo inserendo il punto della “situazione dei diritti umani in Tibet” all’ordine del giorno, chiamando a riferire la Commissione e il Consiglio.
Proponiamo anche che l’esame di questo punto nella sessione straordinaria del 26 marzo sia preceduto da una riunione straordinaria della Commissione affari esteri del Parlamento con lo stesso punto all’ordine del giorno.
Una risposta tempestiva del nostro Parlamento non mancherebbe di fornire un contributo, speriamo determinante, per aiutare il regime cinese a non ricadere e ripetere episodi di massacri che hanno fatto parte di un lungo passato, dal quale si spera la Cina sia definitivamente in procinto di uscire. Il Dalai Lama chiede libertà per tutta la Cina e le sue popolazioni; non chiede alcun privilegio per il Tibet, ma il riconoscimento delle sue grandi specificità storiche, culturali e religiose nell’ambito di uno Stato federale, non più centralista autoritario e, necessariamente, violento. “Tibet libero” è sinonimo di “Cina libera””, concludono gli eurodeputati radicali.
“In Tibet - si legge nella lettera - è in atto una brutale e violenta repressione da parte del regime cinese di ogni manifestazione pacifica a favore della libertà e della democrazia”.
Inoltre, “il regime cinese accusa il Dalai Lama, Premio Sakharov del Parlamento europeo che da sempre porta avanti la sua battaglia nonviolenta per la libertà e il rispetto dei diritti umani fondamentali del popolo tibetano, di essere responsabile, insieme alla sua “cricca”, di fomentare la violenza in Tibet”.
“Riteniamo doveroso – scrivono Pannella e Cappato - che il nostro Parlamento si convochi con la massima urgenza in seduta straordinaria già nella plenaria di Bruxelles del 26 marzo inserendo il punto della “situazione dei diritti umani in Tibet” all’ordine del giorno, chiamando a riferire la Commissione e il Consiglio.
Proponiamo anche che l’esame di questo punto nella sessione straordinaria del 26 marzo sia preceduto da una riunione straordinaria della Commissione affari esteri del Parlamento con lo stesso punto all’ordine del giorno.
Una risposta tempestiva del nostro Parlamento non mancherebbe di fornire un contributo, speriamo determinante, per aiutare il regime cinese a non ricadere e ripetere episodi di massacri che hanno fatto parte di un lungo passato, dal quale si spera la Cina sia definitivamente in procinto di uscire. Il Dalai Lama chiede libertà per tutta la Cina e le sue popolazioni; non chiede alcun privilegio per il Tibet, ma il riconoscimento delle sue grandi specificità storiche, culturali e religiose nell’ambito di uno Stato federale, non più centralista autoritario e, necessariamente, violento. “Tibet libero” è sinonimo di “Cina libera””, concludono gli eurodeputati radicali.
— FONTI
- (Fonti: radicali.it, 15/03/2008)
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