TEXAS (USA): NESSUNA CONDANNA A MORTE NEGLI ULTIMI NOVE MESI
negli ultimi 9 mesi il Texas non ha emesso condanne a morte, dal momento che l’ultima risale al 17 dicembre
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negli ultimi 9 mesi il Texas non ha emesso condanne a morte, dal momento che l’ultima risale al 17 dicembre 2014. Questo spiega perché il braccio della morte dello stato si sta molto riducendo. Raggiunse la sua massima espansione nel 1999 con 460 detenuti, e oggi ne ha 257. A fare la differenza non sono le esecuzioni. Il Texas stabilì il suo record annuale di esecuzioni nel 2000, con 39 uomini e 1 donna messi a morte. Nel 2014 le persone messe a morte furono 10, e quest’anno, nelle prima metà dell’anno, sono state 9. Non sono quindi le esecuzioni a svuotare il braccio della morte, bensì le poche condanne a morte.
Nel 1999 furono emesse 48 condanne a morte (il record da quando la pena di morte è stata reintrodotta nello stato nel 1973), nel 2008 il numero era sceso a 9, e da allora è sempre rimasto attorno a questa cifra. Nel 2014 le nuove condanne a morte sono state 14.
Come abbiamo detto all’inizio, quest’anno ancora nessuna. Le minori condanne vengono spiegate in parte con una minore propensione alla pena capitale in tutti gli Stati Uniti, in parte con le polemiche e le difficoltà sorte negli ultimi anni attorno ai farmaci letali, ma il motivo principale è certamente la legge del 2005 che affianca alla pena di morte l’ergastolo senza condizionale.
Prima di quella data, l’ergastolo prevedeva nella peggiore delle ipotesi che si potesse chiedere la libertà condizionale dopo 40 anni, e questo induceva le giurie popolari a preferire la condanna a morte. Dal 2005 le condanne all’ergastolo senza condizionale sono cresciute anno dopo anno, e sono passate dalle 37 del 2007 alle 96 del 2014.
Oggi in Texas ci sono più detenuti che stanno scontando l’ergastolo senza condizionale di quanti ce ne siano nel braccio della morte.
Kathryn Kase, direttrice del Texas Defender Service, l’agenzia governativa che coordina i difensori d’ufficio per i detenuti, commentando il dato, ha ricordato l’aspetto economico della pena di morte. “A livello di contee, la decisione di chiedere o meno la pena di morte è spesso determinata da valutazioni di budget, se la contea ha o meno il denaro per mettere un condannato nel braccio della morte, e per tenercelo… chi sarà giustiziato e chi invece rimarrà in vita può essere casuale, come la caduta di un fulmine”
Nel 1999 furono emesse 48 condanne a morte (il record da quando la pena di morte è stata reintrodotta nello stato nel 1973), nel 2008 il numero era sceso a 9, e da allora è sempre rimasto attorno a questa cifra. Nel 2014 le nuove condanne a morte sono state 14.
Come abbiamo detto all’inizio, quest’anno ancora nessuna. Le minori condanne vengono spiegate in parte con una minore propensione alla pena capitale in tutti gli Stati Uniti, in parte con le polemiche e le difficoltà sorte negli ultimi anni attorno ai farmaci letali, ma il motivo principale è certamente la legge del 2005 che affianca alla pena di morte l’ergastolo senza condizionale.
Prima di quella data, l’ergastolo prevedeva nella peggiore delle ipotesi che si potesse chiedere la libertà condizionale dopo 40 anni, e questo induceva le giurie popolari a preferire la condanna a morte. Dal 2005 le condanne all’ergastolo senza condizionale sono cresciute anno dopo anno, e sono passate dalle 37 del 2007 alle 96 del 2014.
Oggi in Texas ci sono più detenuti che stanno scontando l’ergastolo senza condizionale di quanti ce ne siano nel braccio della morte.
Kathryn Kase, direttrice del Texas Defender Service, l’agenzia governativa che coordina i difensori d’ufficio per i detenuti, commentando il dato, ha ricordato l’aspetto economico della pena di morte. “A livello di contee, la decisione di chiedere o meno la pena di morte è spesso determinata da valutazioni di budget, se la contea ha o meno il denaro per mettere un condannato nel braccio della morte, e per tenercelo… chi sarà giustiziato e chi invece rimarrà in vita può essere casuale, come la caduta di un fulmine”
— FONTI
- (Fonti: Austin American-Statesman, DPIC, Hands off Cain, 17/09/2015)
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