TEXAS (USA): GIUSTIZIATO CITTADINO MESSICANO
E' stato giustiziato in Texas con una iniezione letale il cittadino messicano Humberto Leal Garcia, 38 anni, condannato per aver stuprato e ucciso una ragazza di 16 anni nel 1994.
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E' stato giustiziato in Texas con una iniezione letale il cittadino messicano Humberto Leal Garcia, 38 anni, condannato per aver stuprato e ucciso una ragazza di 16 anni nel 1994.
Garcia prima di morire ha chiesto scusa alla famiglia della vittima. "Sono davvero dispiaciuto - ha detto - Questo è tutto. Facciamo partire questo spettacolo... Una cosa ancora, viva il Messico, viva il Messico!".
Gli avvocati di Garcia e il governo messicano avevano cercato fino all'ultimo di fermare l'esecuzione, affermando che l'uomo dopo il suo arresto (come altri 51 messicani nel braccio della morte Usa) avrebbe dovuto beneficiare del patrocinio del consolato messicano, come previsto dalla Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari.
L'amministrazione Obama aveva fatto ricorso alla Corte Suprema Usa chiedendo il rinvio di sei mesi dell'esecuzione, affermando che questa avrebbe violato la Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari e avrebbe messo a rischio di arresto senza garanzie i cittadini americani all'estero.
Ieri sera peró la Corte Suprema ha respinto il ricorso per 5 voti a 4, dando il via libera all’esecuzione, che il governo messicano ha condannato "nei termini piu' energici".
Da parte sua, il governatore del Texas Rick Perry si è rifiutato di intervenire per salvare la vita del condannato.
Nel 2005 la Corte internazionale di Giustizia aveva ordinato agli Stati Uniti la revisione giudiziaria dei casi degli oltre 50 messicani.
Garcia prima di morire ha chiesto scusa alla famiglia della vittima. "Sono davvero dispiaciuto - ha detto - Questo è tutto. Facciamo partire questo spettacolo... Una cosa ancora, viva il Messico, viva il Messico!".
Gli avvocati di Garcia e il governo messicano avevano cercato fino all'ultimo di fermare l'esecuzione, affermando che l'uomo dopo il suo arresto (come altri 51 messicani nel braccio della morte Usa) avrebbe dovuto beneficiare del patrocinio del consolato messicano, come previsto dalla Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari.
L'amministrazione Obama aveva fatto ricorso alla Corte Suprema Usa chiedendo il rinvio di sei mesi dell'esecuzione, affermando che questa avrebbe violato la Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari e avrebbe messo a rischio di arresto senza garanzie i cittadini americani all'estero.
Ieri sera peró la Corte Suprema ha respinto il ricorso per 5 voti a 4, dando il via libera all’esecuzione, che il governo messicano ha condannato "nei termini piu' energici".
Da parte sua, il governatore del Texas Rick Perry si è rifiutato di intervenire per salvare la vita del condannato.
Nel 2005 la Corte internazionale di Giustizia aveva ordinato agli Stati Uniti la revisione giudiziaria dei casi degli oltre 50 messicani.
— FONTI
- (Fonti: ANSA-REUTERS, 07/07/2011)
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