TANZANIA. SCIOPERO DELLA FAME NEL BRACCIO DELLA MORTE
più di 15 prigionieri di un braccio della morte tanzaniano da cinque giorni stanno attuando uno sciopero della fame per protestare contro il sovraffollamento delle celle, i pestaggi cui sono sottoposti e la scarsità del vitto.
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più di 15 prigionieri di un braccio della morte tanzaniano da cinque giorni stanno attuando uno sciopero della fame per protestare contro il sovraffollamento delle celle, i pestaggi cui sono sottoposti e la scarsità del vitto. Le autorità del carcere di massima sicurezza di Ukonga, presso Dar es Salaam, respingono le affermazioni dei prigionieri: stanno mentendo – ha detto il funzionario Augustine Nanyaro - aggiungendo che il Governo ha già provveduto a migliorare i loro pasti.
Il carcere di Ukonga ospita più di 3.000 detenuti, compresi i 90 in attesa di essere impiccati da più di 20 anni. Questi ultimi sostengono che i loro appelli non sono ancora stati esaminati. Molti di loro non avrebbero inoltre mai ricevuto visite da parte di parenti che li ritengono già giustiziati.
“Da un pò di tempo a questa parte le condanne a morte non vengono eseguite” ha detto Nanyaro, aggiungendo che questo tipo di decisioni spettano al Procuratore Generale.
Ad Ukonga, anche i detenuti con pene minori denunciano di aver subito pestaggi. Nel corso delle perquisizioni condotte in carcere alla ricerca di droghe e sigarette, i prigionieri sarebbero sottoposti anche ad ispezioni rettali. Il Ministero degli Interni ha recentemente annunciato di aver migliorato le condizioni all’interno di tutte le prigioni del Paese. La prossima settimana il Governo farà distribuire le nuove uniformi gialle a tutti i detenuti del Paese, sostituendo così le attuali uniformi bianche. Inoltre le autorità introdurranno nelle prigioni la formazione professionale, all’interno di programmi riabilitativi per i detenuti.
Il carcere di Ukonga ospita più di 3.000 detenuti, compresi i 90 in attesa di essere impiccati da più di 20 anni. Questi ultimi sostengono che i loro appelli non sono ancora stati esaminati. Molti di loro non avrebbero inoltre mai ricevuto visite da parte di parenti che li ritengono già giustiziati.
“Da un pò di tempo a questa parte le condanne a morte non vengono eseguite” ha detto Nanyaro, aggiungendo che questo tipo di decisioni spettano al Procuratore Generale.
Ad Ukonga, anche i detenuti con pene minori denunciano di aver subito pestaggi. Nel corso delle perquisizioni condotte in carcere alla ricerca di droghe e sigarette, i prigionieri sarebbero sottoposti anche ad ispezioni rettali. Il Ministero degli Interni ha recentemente annunciato di aver migliorato le condizioni all’interno di tutte le prigioni del Paese. La prossima settimana il Governo farà distribuire le nuove uniformi gialle a tutti i detenuti del Paese, sostituendo così le attuali uniformi bianche. Inoltre le autorità introdurranno nelle prigioni la formazione professionale, all’interno di programmi riabilitativi per i detenuti.
— FONTI
- (Fonti: The Guardian via BBC Monitoring Africa, 08/01/2005)
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