TANZANIA: INSODDISFAZIONE PER IL RIFERIMENTO ALLA PENA DI MORTE NELLA NUOVA COSTITUZIONE
l'Assemblea Costituente (CA) ha approvato in Tanzania il progetto definitivo della Proposta di Costituzione,
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l'Assemblea Costituente (CA) ha approvato in Tanzania il progetto definitivo della Proposta di Costituzione, la seconda del Paese dopo l'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1961.
Il Legal and Human Rights Centre (LHRC) e l'Unione Europea hanno espresso insoddisfazione sulla nuova Costituzione per le disposizioni ancora presenti relative alla pena capitale.
Il LHRC ha detto che, nonostante le campagne in corso a favore dell'abolizione della pena di morte, era scoraggiante vederla ancora apparire nella bozza finale di Costituzione, laddove afferma che il Presidente ha il potere di approvare o firmare l’esecuzione delle condanne a morte (articolo 33), e di commutare la pena di morte in ergastolo (articolo 95-1-c).
"In tal senso, la Carta Fondamentale continua a prevedere la pena di morte come costituzionalmente legittima", ha detto Imelda Urio, uno dei direttori di LHRC. Ciò contraddice la clausola della stessa Costituzione che garantisce il diritto di ciascun cittadino alla vita e alla protezione da parte dello Stato e della comunità in conformità con le leggi del Paese, ha detto Urio, aggiungendo che la pena di morte è una forma di violenza, disuguaglianza e disumanità, che provoca una tortura psicologica immensa alle persone che sono nel braccio della morte.
L'Unione Europea ha accolto con favore la moratoria de facto in atto in Tanzania dal 1995, dicendo che il processo di revisione costituzionale era l'occasione giusta per abolire la pena di morte e suggerendo di riconsiderare la questione ulteriormente nei prossimi passi. "Chiediamo alla Tanzania di sostenere la Risoluzione per una moratoria sull'uso della pena di morte, che sarà messa ai voti nella 69ma sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dicembre 2014”, ha dichiarato la responsabile della Political, Press and Information Section dell’UE, Luana Reale.
Ora, la proposta di Costituzione sarà soggetta soltanto a un referendum per l’approvazione formale come una nuova Costituzione della Tanzania, e il Primo Ministro Mizengo Pinda ha proposto che i tanzaniani la votino in contemporanea alle elezioni generali previste per il mese di ottobre del 2015.
Le statistiche del Tanzania Prison Services (TPS) mostrano che, al 15 ottobre 2013, c’erano 364 detenuti nelle varie prigioni in attesa di esecuzione. Secondo il Commissario del TPS, Juma Malewa, 86 dei 364 condannati a morte del Paese hanno presentato ricorso dinanzi alla Corte d’Appello della Tanzania.
Nel primo Governo post-indipendenza, sono state eseguite poche condanne a morte. Tuttavia, i Presidenti Benjamin Mkapa e Jakaya Mrisho Kikwete non hanno mai firmato un ordine di esecuzione.
Il Legal and Human Rights Centre (LHRC) e l'Unione Europea hanno espresso insoddisfazione sulla nuova Costituzione per le disposizioni ancora presenti relative alla pena capitale.
Il LHRC ha detto che, nonostante le campagne in corso a favore dell'abolizione della pena di morte, era scoraggiante vederla ancora apparire nella bozza finale di Costituzione, laddove afferma che il Presidente ha il potere di approvare o firmare l’esecuzione delle condanne a morte (articolo 33), e di commutare la pena di morte in ergastolo (articolo 95-1-c).
"In tal senso, la Carta Fondamentale continua a prevedere la pena di morte come costituzionalmente legittima", ha detto Imelda Urio, uno dei direttori di LHRC. Ciò contraddice la clausola della stessa Costituzione che garantisce il diritto di ciascun cittadino alla vita e alla protezione da parte dello Stato e della comunità in conformità con le leggi del Paese, ha detto Urio, aggiungendo che la pena di morte è una forma di violenza, disuguaglianza e disumanità, che provoca una tortura psicologica immensa alle persone che sono nel braccio della morte.
L'Unione Europea ha accolto con favore la moratoria de facto in atto in Tanzania dal 1995, dicendo che il processo di revisione costituzionale era l'occasione giusta per abolire la pena di morte e suggerendo di riconsiderare la questione ulteriormente nei prossimi passi. "Chiediamo alla Tanzania di sostenere la Risoluzione per una moratoria sull'uso della pena di morte, che sarà messa ai voti nella 69ma sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dicembre 2014”, ha dichiarato la responsabile della Political, Press and Information Section dell’UE, Luana Reale.
Ora, la proposta di Costituzione sarà soggetta soltanto a un referendum per l’approvazione formale come una nuova Costituzione della Tanzania, e il Primo Ministro Mizengo Pinda ha proposto che i tanzaniani la votino in contemporanea alle elezioni generali previste per il mese di ottobre del 2015.
Le statistiche del Tanzania Prison Services (TPS) mostrano che, al 15 ottobre 2013, c’erano 364 detenuti nelle varie prigioni in attesa di esecuzione. Secondo il Commissario del TPS, Juma Malewa, 86 dei 364 condannati a morte del Paese hanno presentato ricorso dinanzi alla Corte d’Appello della Tanzania.
Nel primo Governo post-indipendenza, sono state eseguite poche condanne a morte. Tuttavia, i Presidenti Benjamin Mkapa e Jakaya Mrisho Kikwete non hanno mai firmato un ordine di esecuzione.
— FONTI
- (Fonti: thecitizen.co.tz, 2014/11/10, Nessuno tocchi Caino, 13/10/2014)
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