TAGIKISTAN. ATTIVISTI PER I DIRITTI UMANI SALUTANO L'ABOLIZIONE
attivisti dei diritti umani hanno salutato positivamente l’abolizione della pena di morte in Tajikistan, il secondo paese della regione dell’Asia centrale ad averla abolita per tutti i crimini.
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attivisti dei diritti umani hanno salutato positivamente l’abolizione della pena di morte in Tajikistan, il secondo paese della regione dell’Asia centrale ad averla abolita per tutti i crimini.
"E’ una decisione molto importante perchè fino a poco tempo fa il Tajikistan era considerato un paese che ricorreva alla pena di morte abbastanza spesso," ha detto Nigina Bakhrieva, coordinatrice del programma dell’Ufficio nazionale per i diritti umani e lo stato di diritto.
"E’ uno sviluppo positivo e uno non può che avere reazioni positive," ha aggiunto Bakhrieva. "E’ stata abbastanza una sorpresa per noi assistere all’introduzione della moratoria un anno fa e poi alla decisione piuttosto veloce del parlamento di abolirla."
Dushanbe aveva introdotto una moratoria nell’aprile 2004.
"L’abolizione della pena di morte è uno dei principali progressi del nostro paese," ha detto Kanat Khamidova, a capo della Lega di donne avvocato del Tajikistan.
"Salutiamo l’abolizione della pena di morte in Tajikistan e siamo in favore della sua completa abolizione [ovunque nel mondo]," ha detto Sahiba Shaykenova dalla capitale commerciale del paese Almaty e che collabora con Penal Reform International (PRI), un’organizzazione internazionale che cerca di promuovere la riforma del codice penale promuovendo l’abolizione della pena di morte.
I loro commenti facevano seguito alla decisione adottata l’11 febbraio dal parlamento tagiko di emendare il codice penale dell’ex Unione Sovietica e di sostituire la pena di morte con l’ergastolo.
Dushanbe aveva suscitato critiche internazionali negli anni scorsi per l’uso della pena di morte.
"Dal 2000 vi è stata una grande discussione relative al Tajikistan e a quanto grave fosse il problema della pena di morte nel paese," ha detto Bakhrieva.
Nel luglio del 2004, i legislatori avevano approvato una proposta di legge avanzata da Rahmonov, che aboliva la pena di morte nei confronti di tutte le donne e degli uomini minori di 18 anni. Inoltre, il numero degli articoli che prevedevano la pena di morte sono stati ridotti da 15 a 5.
"E’ una decisione molto importante perchè fino a poco tempo fa il Tajikistan era considerato un paese che ricorreva alla pena di morte abbastanza spesso," ha detto Nigina Bakhrieva, coordinatrice del programma dell’Ufficio nazionale per i diritti umani e lo stato di diritto.
"E’ uno sviluppo positivo e uno non può che avere reazioni positive," ha aggiunto Bakhrieva. "E’ stata abbastanza una sorpresa per noi assistere all’introduzione della moratoria un anno fa e poi alla decisione piuttosto veloce del parlamento di abolirla."
Dushanbe aveva introdotto una moratoria nell’aprile 2004.
"L’abolizione della pena di morte è uno dei principali progressi del nostro paese," ha detto Kanat Khamidova, a capo della Lega di donne avvocato del Tajikistan.
"Salutiamo l’abolizione della pena di morte in Tajikistan e siamo in favore della sua completa abolizione [ovunque nel mondo]," ha detto Sahiba Shaykenova dalla capitale commerciale del paese Almaty e che collabora con Penal Reform International (PRI), un’organizzazione internazionale che cerca di promuovere la riforma del codice penale promuovendo l’abolizione della pena di morte.
I loro commenti facevano seguito alla decisione adottata l’11 febbraio dal parlamento tagiko di emendare il codice penale dell’ex Unione Sovietica e di sostituire la pena di morte con l’ergastolo.
Dushanbe aveva suscitato critiche internazionali negli anni scorsi per l’uso della pena di morte.
"Dal 2000 vi è stata una grande discussione relative al Tajikistan e a quanto grave fosse il problema della pena di morte nel paese," ha detto Bakhrieva.
Nel luglio del 2004, i legislatori avevano approvato una proposta di legge avanzata da Rahmonov, che aboliva la pena di morte nei confronti di tutte le donne e degli uomini minori di 18 anni. Inoltre, il numero degli articoli che prevedevano la pena di morte sono stati ridotti da 15 a 5.
— FONTI
- (Fonti: IRIN, 15/02/2005)
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