SUDAFRICA. DETENUTI NEL BRACCIO DELLA MORTE ANCORA IN ATTESA DI COMMUTAZIONE
sono 62 le persone che in Sudafrica hanno ancora lo status di condannato a morte, nonostante il Criminal Law Amendment Act, una legge entrata in vigore nel 1998, abbia abolito la pena capitale, prevedendo la revisione delle condanne a morte e la loro
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sono 62 le persone che in Sudafrica hanno ancora lo status di condannato a morte, nonostante il Criminal Law Amendment Act, una legge entrata in vigore nel 1998, abbia abolito la pena capitale, prevedendo la revisione delle condanne a morte e la loro sostituzione con pene detentive.
Lo ha detto Vas Soni, avvocato per conto dello Stato, in occasione dell’udienza presso la Corte Costituzionale di Johannesburg relativa al ricorso di quattro prigionieri del braccio della morte che chiedono di essere riprocessati.
“I 62 condannati a morte – ha detto l’avvocato – possono dividersi in due categorie: quelli i cui casi sono documentati negli archivi giudiziari e quelli i cui atti processuali non sono stati rinvenuti. Mentre nel primo caso si prevede che il Dipartimento di Giustizia completi le commutazioni delle sentenze entro giugno, la seconda categoria presenta invece maggiori problemi. Il Dipartimento sta cercando la maniera per mandare avanti i procedimenti”.
Il giudice Arthur Chaskalson ha evidenziato che “queste persone potrebbero restare per sempre in prigione, dal momento che nessuno sa come affrontare i loro casi. Per alcuni di loro, addirittura nessuna legge potrebbe essere applicabile”. L’avvocato Soni ha riconosciuto che si tratta di una situazione di cui lo Stato non può andare fiero.
La Corte – ha dichiarato Chaskalson – potrebbe emettere un ordine per ottenere informazioni complete sul numero di persone ancora nel braccio della morte, sulla loro identità, oltre che sulle persone le cui condanne capitali sono già state commutate.
Lo ha detto Vas Soni, avvocato per conto dello Stato, in occasione dell’udienza presso la Corte Costituzionale di Johannesburg relativa al ricorso di quattro prigionieri del braccio della morte che chiedono di essere riprocessati.
“I 62 condannati a morte – ha detto l’avvocato – possono dividersi in due categorie: quelli i cui casi sono documentati negli archivi giudiziari e quelli i cui atti processuali non sono stati rinvenuti. Mentre nel primo caso si prevede che il Dipartimento di Giustizia completi le commutazioni delle sentenze entro giugno, la seconda categoria presenta invece maggiori problemi. Il Dipartimento sta cercando la maniera per mandare avanti i procedimenti”.
Il giudice Arthur Chaskalson ha evidenziato che “queste persone potrebbero restare per sempre in prigione, dal momento che nessuno sa come affrontare i loro casi. Per alcuni di loro, addirittura nessuna legge potrebbe essere applicabile”. L’avvocato Soni ha riconosciuto che si tratta di una situazione di cui lo Stato non può andare fiero.
La Corte – ha dichiarato Chaskalson – potrebbe emettere un ordine per ottenere informazioni complete sul numero di persone ancora nel braccio della morte, sulla loro identità, oltre che sulle persone le cui condanne capitali sono già state commutate.
— FONTI
- (Fonti: SAPA, 10/03/05)
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