SOUTH CAROLINA (USA): ‘AMMORBIDITO’ IL BRACCIO DELLA MORTE
A seguito di un’azione legale dei detenuti contro l’eccessivo uso dell’isolamento nel braccio della morte, l’Amministrazione Penitenziaria del South Carolina (SCDOC) l’11 luglio 2019 ha trasferito tutti i 38 condannati a morte dal Kirkland Correctional
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A seguito di un’azione legale dei detenuti contro l’eccessivo uso dell’isolamento nel braccio della morte, l’Amministrazione Penitenziaria del South Carolina (SCDOC) l’11 luglio 2019 ha trasferito tutti i 38 condannati a morte dal Kirkland Correctional Institution al vicino Broad River Correctional Institution, dove nel 1988 era stato costruito un braccio della morte che poi non era mai stato utilizzato.
La nuova struttura dovrebbe consentire di allentare le misure di sicurezza, che fino ad oggi confinavano ogni singolo detenuto all’interno di una piccola cella senza finestre per 23 ore al giorno, e lo teneva in isolamento anche nell’ora d’aria quotidiana. L’Amministrazione ha ritenuto così di anticipare una probabile sentenza negativa da parte della Corte d’Appello del 4° Circuito, la corte d’appello federale che ha giurisdizione su Maryland, North Carolina, e Virginia. La Corte federale infatti, il 3 maggio 2019 aveva dichiarato “incostituzionale” il regime detentivo del braccio della morte della Virginia, regime anch’esso basato su un uso estensivo dell’isolamento. In realtà all’epoca la Virginia aveva già “ammorbidito” il regime detentivo (sempre a seguito di un’azione legale dei detenuti), ma voleva riservarsi la possibilità di tornare ad usare massicciamente l’isolamento. Nel nuovo braccio della morte, secondo quanto dichiarato dall’Amministrazione Penitenziaria del South Carolina, i detenuti potranno svolgere alcune mansioni lavorative, come passare il vitto, pulire le aree comuni, lavanderia, o assistere i detenuti invalidi. Inoltre potranno partecipare alle funzioni religiose. Nella sentenza della Virginia la Corte federale aveva rilevato che "Le informazioni in rapida evoluzione disponibili sui potenziali effetti nocivi della detenzione in isolamento collocano questo caso in un contesto in cui si deve prescindere da sentenze precedenti riguardanti le condizioni di detenzione, e di conseguenza le precedenti decisioni della Corte Suprema e della corte d'appello federale, ancorate a concetti vecchi di decenni, che difendono il braccio della morte le condizioni carcerarie non risultano vincolanti. Come hanno cominciato a rendersi conto le corti e le amministrazioni penitenziarie di tutto il paese, l'isolamento lungo anni che le condizioni di reclusione pre-2015 applicavano ai detenuti ricorrenti creavano, quantomeno, un rischio significativo di danni psicologici ed emotivi sostanziali".
La nuova struttura dovrebbe consentire di allentare le misure di sicurezza, che fino ad oggi confinavano ogni singolo detenuto all’interno di una piccola cella senza finestre per 23 ore al giorno, e lo teneva in isolamento anche nell’ora d’aria quotidiana. L’Amministrazione ha ritenuto così di anticipare una probabile sentenza negativa da parte della Corte d’Appello del 4° Circuito, la corte d’appello federale che ha giurisdizione su Maryland, North Carolina, e Virginia. La Corte federale infatti, il 3 maggio 2019 aveva dichiarato “incostituzionale” il regime detentivo del braccio della morte della Virginia, regime anch’esso basato su un uso estensivo dell’isolamento. In realtà all’epoca la Virginia aveva già “ammorbidito” il regime detentivo (sempre a seguito di un’azione legale dei detenuti), ma voleva riservarsi la possibilità di tornare ad usare massicciamente l’isolamento. Nel nuovo braccio della morte, secondo quanto dichiarato dall’Amministrazione Penitenziaria del South Carolina, i detenuti potranno svolgere alcune mansioni lavorative, come passare il vitto, pulire le aree comuni, lavanderia, o assistere i detenuti invalidi. Inoltre potranno partecipare alle funzioni religiose. Nella sentenza della Virginia la Corte federale aveva rilevato che "Le informazioni in rapida evoluzione disponibili sui potenziali effetti nocivi della detenzione in isolamento collocano questo caso in un contesto in cui si deve prescindere da sentenze precedenti riguardanti le condizioni di detenzione, e di conseguenza le precedenti decisioni della Corte Suprema e della corte d'appello federale, ancorate a concetti vecchi di decenni, che difendono il braccio della morte le condizioni carcerarie non risultano vincolanti. Come hanno cominciato a rendersi conto le corti e le amministrazioni penitenziarie di tutto il paese, l'isolamento lungo anni che le condizioni di reclusione pre-2015 applicavano ai detenuti ricorrenti creavano, quantomeno, un rischio significativo di danni psicologici ed emotivi sostanziali".
— FONTI
- (Fonti: Associated Press, The State, 11/07/2019)
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