Sono reati capitali: omicidio, tradimento, sequestro...
Sono reati capitali: omicidio, tradimento, sequestro di persona, crimini contro il Presidente, possesso illegale di armi e l'aver causato l'esecuzione di una persona innocente mediante falsa testimonianza
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Sono reati capitali omicidio, tradimento, sequestro di persona, crimini contro il Presidente, possesso illegale di armi e l’aver causato l’esecuzione di una persona innocente mediante falsa testimonianza.
Il possesso di arma da fuoco all’esterno di un poligono di tiro a segno comporta la pena di morte.
Le leggi antidroga di Singapore sono tra le più severe del mondo. Qualsiasi persona con più di 18 anni trovata in possesso di oltre 15 grammi di eroina, 30 grammi di cocaina, 500 grammi di cannabis o 250 grammi di metanfetamine sarà obbligatoriamente condannata a morte tramite impiccagione. La Corte Suprema di Singapore ha decretato che aiutare gli spacciatori a impacchettare l’eroina in sacchetti più piccoli è grave quanto la vendita di droga: quindi, chiunque compia questo rischia la pena di morte.
Dall’Indipendenza a Singapore è stata concessa la grazia a solo sei condannati a morte. Due erano donne, Siti Aminah Jaafar, 18, e Sim Ah Cheoh, 47, condannate per traffico di droga rispettivamente nel 1978 e nel 1992. Gli altri quattro erano uomini colpevoli di omicidio: Mohamad Kunjo Ramalan, 54 anni, Bobby Chung Hua Watt, 26, Koh Swee Beng, 22, e Mathavakannan Kalimuthu, 19.
Singapore è tra i paesi con la più alta percentuale di esecuzioni rispetto alla popolazione. Il governo di Singapore, di solito molto restio a fornire dati sulla applicazione della pena di morte, ha reso noto il 30 gennaio 2004 che tra il 1998 e il 2003 sono state giustiziate 138 persone, tre quarti delle quali punite per reati di droga.
Le esecuzioni hanno luogo il venerdì mattina all’alba. I famigliari sono di solito informati solo una settimana prima. Non c’è quasi dibattito pubblico sulla pena di morte nel paese, anche perchè leggi speciali limitano la libertà di stampa e vietano comizi e manifestazioni non autorizzate.
Secondo lo stesso Governo di Singapore, 28 persone sono state giustiziate nel 2002, 27 nel 2001 e 21 nel 2000. Le esecuzioni nel 2003 sono state almeno 14 e quelle effettuate nel 2004 sono state almeno 6.
Nel 2005, secondo Amnesty International, sono state messe a morte 8 persone.
Il possesso di arma da fuoco all’esterno di un poligono di tiro a segno comporta la pena di morte.
Le leggi antidroga di Singapore sono tra le più severe del mondo. Qualsiasi persona con più di 18 anni trovata in possesso di oltre 15 grammi di eroina, 30 grammi di cocaina, 500 grammi di cannabis o 250 grammi di metanfetamine sarà obbligatoriamente condannata a morte tramite impiccagione. La Corte Suprema di Singapore ha decretato che aiutare gli spacciatori a impacchettare l’eroina in sacchetti più piccoli è grave quanto la vendita di droga: quindi, chiunque compia questo rischia la pena di morte.
Dall’Indipendenza a Singapore è stata concessa la grazia a solo sei condannati a morte. Due erano donne, Siti Aminah Jaafar, 18, e Sim Ah Cheoh, 47, condannate per traffico di droga rispettivamente nel 1978 e nel 1992. Gli altri quattro erano uomini colpevoli di omicidio: Mohamad Kunjo Ramalan, 54 anni, Bobby Chung Hua Watt, 26, Koh Swee Beng, 22, e Mathavakannan Kalimuthu, 19.
Singapore è tra i paesi con la più alta percentuale di esecuzioni rispetto alla popolazione. Il governo di Singapore, di solito molto restio a fornire dati sulla applicazione della pena di morte, ha reso noto il 30 gennaio 2004 che tra il 1998 e il 2003 sono state giustiziate 138 persone, tre quarti delle quali punite per reati di droga.
Le esecuzioni hanno luogo il venerdì mattina all’alba. I famigliari sono di solito informati solo una settimana prima. Non c’è quasi dibattito pubblico sulla pena di morte nel paese, anche perchè leggi speciali limitano la libertà di stampa e vietano comizi e manifestazioni non autorizzate.
Secondo lo stesso Governo di Singapore, 28 persone sono state giustiziate nel 2002, 27 nel 2001 e 21 nel 2000. Le esecuzioni nel 2003 sono state almeno 14 e quelle effettuate nel 2004 sono state almeno 6.
Nel 2005, secondo Amnesty International, sono state messe a morte 8 persone.
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