Sono reati capitali omicidio, spionaggio, rapina a...
Sono reati capitali omicidio, spionaggio, rapina a mano armata
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Sono reati capitali omicidio, spionaggio, rapina a mano armata. Anche la mutilazione degli organi genitali femminili è un reato capitale, ma la norma non è mai stata applicata.
I condannati a morte possono appellarsi alla Corte di Cassazione e il Capo dello Stato può concedere la grazia.
Il 23 maggio 2015, dopo tre anni di lavori, la proposta di emendamento del Codice Penale e di giustizia militare è stata convalidata in una cerimonia che si è svolta a Kindia. Nel suo discorso alla cerimonia, Sidy Souleymane N’Diaye, procuratrice aggiunta presso il Tribunale di Primo Grado di Dixinn e anche presidente del comitato di revisione del codice penale, ha sottolineato le novità del Codice Penale, tra cui la proposta di abolire la pena di morte e la sua sostituzione con il carcere a vita, con un termine minimo durante il quale l’interessato non può ottenere la semilibertà, la grazia o la liberazione condizionale. Nel suo discorso di convalida, il Ministro della Giustizia Cheik Sacko ha rimarcato che, in uno Stato di Diritto, è importante che i testi legislativi e giudiziari siano “in linea con gli impegni internazionali, le molte convenzioni e i trattati che la Guinea ha ratificato”.
Nel 2015, non risulta siano state emesse condanne a morte in Guinea, dove alla fine dell’anno c’erano 11 detenuti nel braccio della morte.
Le ultime esecuzioni sono state effettuate nel 2001, dopo una moratoria di fatto che durava dal 1984. Il 5 febbraio e il 21 aprile sono state giustiziate in tutto otto persone, cinque condannate a morte nel 1995 per omicidio e altre tre condannate per reati violenti compresa la rapina.
Il 20 gennaio 2015, la Guinea è stata esaminata nell’ambito della Revisione Periodica Universale da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Il Governo ha respinto le raccomandazioni di stabilire immediatamente una moratoria de jure sulle esecuzioni in vista di abolire definitivamente la pena di morte e aderire al Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici. Tuttavia, la Guinea ha ribadito la sua determinazione a rispettare la moratoria de facto, aggiungendo che intende, a tempo debito, arrivare all’abolizione per mezzo di una campagna nazionale.
Nel dicembre 2014, la Guinea si è astenuta sulla Risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
I condannati a morte possono appellarsi alla Corte di Cassazione e il Capo dello Stato può concedere la grazia.
Il 23 maggio 2015, dopo tre anni di lavori, la proposta di emendamento del Codice Penale e di giustizia militare è stata convalidata in una cerimonia che si è svolta a Kindia. Nel suo discorso alla cerimonia, Sidy Souleymane N’Diaye, procuratrice aggiunta presso il Tribunale di Primo Grado di Dixinn e anche presidente del comitato di revisione del codice penale, ha sottolineato le novità del Codice Penale, tra cui la proposta di abolire la pena di morte e la sua sostituzione con il carcere a vita, con un termine minimo durante il quale l’interessato non può ottenere la semilibertà, la grazia o la liberazione condizionale. Nel suo discorso di convalida, il Ministro della Giustizia Cheik Sacko ha rimarcato che, in uno Stato di Diritto, è importante che i testi legislativi e giudiziari siano “in linea con gli impegni internazionali, le molte convenzioni e i trattati che la Guinea ha ratificato”.
Nel 2015, non risulta siano state emesse condanne a morte in Guinea, dove alla fine dell’anno c’erano 11 detenuti nel braccio della morte.
Le ultime esecuzioni sono state effettuate nel 2001, dopo una moratoria di fatto che durava dal 1984. Il 5 febbraio e il 21 aprile sono state giustiziate in tutto otto persone, cinque condannate a morte nel 1995 per omicidio e altre tre condannate per reati violenti compresa la rapina.
Il 20 gennaio 2015, la Guinea è stata esaminata nell’ambito della Revisione Periodica Universale da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Il Governo ha respinto le raccomandazioni di stabilire immediatamente una moratoria de jure sulle esecuzioni in vista di abolire definitivamente la pena di morte e aderire al Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici. Tuttavia, la Guinea ha ribadito la sua determinazione a rispettare la moratoria de facto, aggiungendo che intende, a tempo debito, arrivare all’abolizione per mezzo di una campagna nazionale.
Nel dicembre 2014, la Guinea si è astenuta sulla Risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
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